Omicidio Meredith Kercher, nessun risarcimento per Raffaele Sollecito

raffaele-sollecito.jpg

La Corte d’Appello di Firenze ha rigettato la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione avanzata dai legali di Raffaele Sollecito, il giovane assolto in via definitiva dall’accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher, massacrata la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007 a Perugia.

Il giovane è stato a lungo accusato di quel delitto insieme alla statunitense Amanda Knox e ha trascorso quasi quattro anni in carcere - dal 6 novembre del 2007 al 4 ottobre del 2011. Per questo motivo, dopo l’assoluzione in via definitiva, Sollecito ha chiesto allo Stato Italiano un risarcimento di 516 mila euro, il massimo possibile secondo i parametri che regolano la materia.

Oggi, però, i giudici hanno deciso di rigettare la richiesta di risarcimento chiamando in causa le dichiarazioni contraddittorie fatte da Raffaele Sollecito nella fase iniziale delle indagini sull’omicidio di Meredith. La Corte d’Appello, infatti, ha riconosciuto l’ingiusta detenzione, ma ha spiegato che sarebbe stato proprio il giovane, almeno in parte, a causarla. Nella sentenza si legge:

Egli ha concorso a causarla con la propria condotta dolosa o gravemente colposa consistita nel rendere alla polizia giudiziaria, agli inquirenti e ai giudici, in particolare nelle fasi iniziali delle indagini, dichiarazioni contraddittorie o addirittura francamente menzognere, risultate tali anche alla luce delle valutazioni contenute nella sentenza definitiva di assoluzione; dichiarazioni che hanno sicuramente contribuito, nell’ambito di un quadro giudiziario e probatorio ambiguo, ad orientare dapprima gli inquirenti e poi i giudici di merito verso una valutazione complessiva sfavorevole al Sollecito delle prove raccolte e soprattutto dei numerosi indizi suscettibili di varia interpretazione anche da parte di consulenti e periti, fino a far emettere, in due sentenze, un giudizio di responsabilità penale.

Il giovane, su Facebook, ha così commentato la decisione dei giudici:

Credevo di aver vissuto le pagine più nere della Giustizia Italiana, ma nonostante la Cassazione mi ha dichiarato innocente, devo prendere atto che la mia durissima detenzione sarebbe giustificata. Ripeto, la Cassazione aveva sottolineato l’esistenza di gravissime omissioni in questo processo e di défaillance investigative.

Foto | Facebook

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO