Eutanasia, Dj Fabo è morto in Svizzera

Ore 12:12 - Dj Fabo, al secolo Fabiano Antoniani di 39 anni, è deceduto questa mattina nella clinica svizzera in cui era stato accompagnato. A dare la notizia è stato Marco Cappato dell'Associazione Luca Coscioni:

Fabiano Antoniani era stato accompagnato in Svizzera, dove è stato ricoverato in una clinica per ricevere il suicidio assistito. Era diventato cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale avvenuto nel 2014.

27 febbraio 2017, ore 09:41 - È arrivato in Svizzera Fabiano Antoniani, 39 anni, conosciuto più come Dj Fabo, un uomo divenuto cieco e tetraplegico in seguito a un incidente d'auto occorso e che ha chiesto, con numerosi appelli dettati da una incredibile forza d'animo, che si calendarizzi e si approvi la legge sul fine vita e sull'eutanasia.

Fabo è stato protagonista di un lungo servizio delle Iene ma non è servizo a far sì che la politica non rimandasse, per la terza volta, la discussione di una legge presentata alla Camera dai Radicali oramai 3 anni fa. E sono proprio i radicali dell'Associazione Luca Coscioni, con Marco Cappato in testa, ad aver preso maggiormente a cuore questa battaglia di civiltà e dignità, una battaglia declinata già in passato ma che con Dj Fabo ha trovato una nuova linfa di lotta.

È il corpo di Fabo, martoriato dopo l'incidente, ad essere la vera battaglia: la sua vita di uomo libero "fino alla fine", come recita lo slogan della campagna a lui dedicata, va condotta anche sulle scelte finali. Che poi è ciò che richiede Fabo.

Questo finesettimana proprio Marco Cappato ha accettato la richiesta di Fabo di accompagnarlo in Svizzera, dove dovrà subire alcuni controlli anche psicologici e dove una Commissione darà o meno il suo via libera all'eutanasia. Al suo rientro però l'esponente dell'Associazione Luca Coscioni, se Fabo dovesse e riuscisse ad andare fino in fondo, potrebbe essere arrestato per "aiuto al suicidio", un reato penale grave in Italia che prevede fino a 12 anni di reclusione.

Nei giorni scorsi inoltre diversi quotidiani e periodici, perlopiù cattolici o di stampo conservatore, hanno proposto diverse interviste e testimonianze di altri malati, afflitti da diverse patologie gravemente invalidanti, che hanno invece dato la loro versione sull'eutanasia e cercato di persuadere Fabo a non andare fino in fondo nella sua decisione. Se tali opinioni sono legittime, eccome se lo sono e per fortuna che se ne parla, meno legittimo è il tentativo di alcuni media di fare per forza "par condicio" su quella che dovrebbe semplicemente essere una scelta individuale libera e consapevole.

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