Turchia, arrestato reporter tedesco

È accusato di fare propaganda del terrore.

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Non ci sono più "solo" 150 giornalisti turchi nelle carceri, adesso assieme a loro è finito anche Deniz Yucel, corrispondente in Turchia del giornale Die Welt, con doppia nazionalità turco-tedesca. Il reporter era in stato di fermo dal 14 febbraio ed è accusato di propaganda terroristica e istigazione all'odio.

Facile immaginare quale sarà la reazione di Berlino, che non può certo tollerare che la deriva autoritaria di Erdogan si scateni anche sui cittadini tedeschi; soprattutto se si considera che sono passate solo poche settimane dall'ultimo incontro tra il presidente turco e Angela Merkel.

Per il momento, si registra solo una dichiarazione del ministro degli Esteri Gabriel: "Il caso accende un faro abbagliante sulla differenza fra i nostri due Paesi nel rispetto dei principi del diritto e nella valutazione della libertà di stampa e di opinione. Siamo risoluti a esercitare ogni pressione, per far sì che Deniz Yucel venga rimesso rapidamente in libertà e che il procedimento a suo carico abbia un buon esito".

Le accuse si basano sulle inchieste che il reporter ha svolto nel 2015, quando ha intervistato il leader del Pkk (il partito combattente curdo) Cemil Bayik, e il lavoro sugli hacker di RedHack, che avevano diffuso le email del ministro dell'Energia, e genero di Erdogan, Berat Albayrak.

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