Lanciato in India Paytm: rete di pagamento per i piccoli commercianti

L'India è da tempo una delle realtà economiche più interessanti e dinamiche al mondo: dal sistema del microcredito, nato proprio in India, all'uso delle tecnologie telefoniche per gli scambi di denaro, gli abitanti del subcontinente indiano sono oramai abituati (molto più che noi in Italia) a sistemi di pagamento e micropagamento, e più in generale di invio di denaro, veloci, semplici ed intuitivi.

Di recente è stato lanciato Paytm, un sistema di pagamento bancario che potrebbe rivoluzionare il settore commerciale proprio in India: secondo quanto riporta Askanews già centinaia di migliaia di commercianti vi hanno aderito, dopo la decisione del governo di ritirare dalla circolazione 24 miliardi di banconote a novembre 2016 per ridurre i pagamenti in contanti, che fino ad allora in India contavano il 90% delle transazioni.

"Permettiamo alla gente di aprire i propri portafogli con Paytm, che può essere ricaricato con carte di debito, carte di credito o altre soluzioni bancarie e può essere utilizzato su tutta la rete, che conta 3,5 milioni di commercianti. [...] Paytm può offrire inoltre altri servizi diretti, come le ricariche dei telefonini, il pagamento di fatture, acquisti online, acquisti dei biglietti del cinema. [...] Il nostro obiettivo è di diventare la rete di pagamento più grande dell'India, soddisfiamo le piccole aziende, che, anche se lo vorrebbero, non possono dotarsi dei Pos per i pagamenti tramite carte di debito o credito"

ha dichiarato il vice-presidente senior di Paytm, Deepak Abbot.

Per entrare nella rete bisogna identificarsi tramite carta d'identità e impronte digitali. Il bollo Paytm viene poi incollato fuori dal negozio, rendendo quindi noto a tutti la possibilità di usare quel metodo di pagamento. L'idea è anche quella di educare i commercianti e i nuovi utenti, in particolare nelle piccole città e nelle aree rurali. L'idea non è nuova, ma lanciarla su un potenziale mercato di oltre un miliardo di utenti è certamente una sfida enorme: già in Kenya esiste, ad esempio, M-pesa, un sistema simile a Paytm (sviluppato, tra l'altro, da ingegneri italiani), che consente pagamenti e invio di denaro da una parte all'altra del Paese ed è pensato proprio per coloro i quali lavorano in città ed inviano parte dello stipendio al proprio villaggio nelle zone più sperdute.

M-pesa funziona benissimo e oramai i kenioti, e non solo loro, ne fanno un larghissimo uso e chissà se anche gli indiani ameranno Paytm come i kenioti amano M-pesa.

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