I sostenitori della legalità fermano l'ambulanza che andava contromano

L'assurda azione rivendicata con orgoglio su Facebook.

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L'ambulanza viaggiava a sirene spiegate trasportando un paziente con un’emorragia interna. Per evitare il traffico delle 16 gli autisti decidono di imboccare in contromano l’ingresso dell’Interporto di Orbassano. Due autisti, due volontari paladini della legalità appartenenti a quei gruppi fanatici che popolano Facebook, si indignano al punto di decidere di fermare l'ambulanza e chiedere spiegazioni della condotta.

Il mezzo ha perso venti minuti ed è dovuto pure tornare indietro in retromarcia e imboccare la strada in senso corretto. Fortunatamente, la perdita di tempo non ha comportato grave conseguenze all'uomo operato. Scrive La Stampa:

In serata Claudio, di professione tassista, ha cercato gloria sui social network: «L’ambulanza entra in contromano senza nessun motivo e avanza decisa», ha scritto. Corredando il racconto con tanto di fotografie che hanno reso possibile l’identificazione del suo compagno di avventura: «Meno male che sono volontari che aiutano i cittadini nel momento del bisogno, ma almeno quando girano a vuoto non mandino le persone all’ospedale per colpa loro».

Qualcuno sui social mostra tutta la sua perplessità, visto che alle ambulanze è concesso derogare alle regole del codice in caso di necessità. I due volontari, Claudio e Paolo, sono stati comunque denunciati per interruzione di pubblico servizio; mentre i post che celebravano le loro gesta sono stati rimossi.

Ecco le parole di Davide Castelli, presidente della Croce Rossa di Beinasco, rilasciate sempre a La Stampa:

«Ritengo doveroso tutelare la mia associazione da eventuali azioni legali che potrebbero essere intraprese in seguito a un possibile aggravamento del paziente trasportato - ha spiegato Davide Castelli, presidente della Croce Rossa di Beinasco, che ha sporto querela presso i carabinieri di Beinasco -. Ma voglio soprattutto difendere il mio personale che lavora ogni giorno».
Castelli è stato contattato da Claudio e Paolo, che hanno provato a scusarsi in tutti i modi, ma per il momento non ha nessuna intenzione di ritirare la querela: «Nonostante le spiegazioni del nostro autista, che si è comportato in maniera ammirevole, senza reagire a insulti e provocazioni, quei due soggetti hanno continuato il blocco. Mentre uno filmava la scena, il secondo ci ha fatto perdere ulteriore tempo chiedendo le generalità del nostro operatore. Come fosse un tutore dell’ordine. Solo grazie all’intervento dell’infermiera è stato possibile fare retromarcia». Il presidente della Cri si augura che episodi come questo non si debbano più ripetere: «Il servizio che garantiamo noi e tutte le realtà come la nostra, 365 giorni all’anno e 24 ore su 24, non è un gioco. Chi si permette di fermare un’ambulanza in corsa per avere un “mi piace” su qualche social network si deve rendere conto della gravità di quello che sta facendo».

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