Filippine, proteste contro il pugno duro di Duterte

Si stanno registrando numerose e affollatissime proteste a Manila, capitale delle Filippine, a margine del summit dell'associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico che si svolgerà in città fino al prosismo 30 aprile. Fra i leader attesi ci sono il sultano del Brunei, il primo ministro cambogiano Hun Sen, il presidente indonesiano Joko Widodo e la leader birmana Aung San Suu Kyi.

I filippini protestano per la repressione innescatasi con l'avvento del neo-presidente Rodrigo Duterte, che promettendo una guerra spietata "alla droga" sta letteralmente prendendo d'assalto interi quartieri della città e di tutte le principali città del Paese, alla ricerca di spacciatori, trafficanti e tossicodipendenti da fermare e ammazzare.

L'altro lato della medaglia invece attiene alle carceri del paese: una cella minuscola, nascosta dietro una libreria all’interno di una stazione di polizia. All’interno oltre dieci persone, uomini e donne, che gridavano aiuto. E’ l’ultima violazione ai diritti umani scoperti nelle Filippine del presidente che sta usando metodi brutali per combattere i narcotrafficanti, fra polemiche e accuse delle associazioni per i diritti.

I prigionieri hanno detto di essere stati arrestati per reati legati alla droga e poi rinchiusi per una settimana al buio nella cella senza cibo e acqua. Hanno anche accusato i poliziotti di aver chiesto dei soldi in cambio della loro libertà.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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