Mafia, la Cassazione su Totò Riina: "È malato, merita una morte dignitosa"

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La Corte di Cassazione si è pronunciata oggi sul differimento della pena per il capo dei capi di Cosa Nostra, Salvatore "Totò" Riina, che ha 86 anni e soffre di diverse e gravi patologi: secondo la Corte infatti il “diritto a morire dignitosamente” va assicurato ad ogni detenuto. La prima sezione penale della Cassazione per la prima volta ha accolto il ricorso del difensore di Totò Riina, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare.

Fermo restando lo “spessore criminale” del soggetto in questione, scrive la Corte, va verificato se Riina possa ancora considerarsi pericoloso vista l’età avanzata e le gravi condizioni di salute. Al netto di queste verifiche il tribunale di sorveglianza di Bologna dovrà decidere sulla richiesta del difensore del boss, finora sempre respinta.

Una questione simile si era posta quando Bernardo Provenzano, morto il 13 luglio 2016, si trovava in fin di vita in ospedale, piantonato a vista: alla sua famiglia è sempre stato impedito di vederlo se non tramite un vetro, di toccarlo e anche di dare lui l'ultimo saluto.

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