Hotel Rigopiano, turismo macabro sul luogo della tragedia: esposto per recintare l’area

Sono passati quasi cinque mesi dalla tragedia all’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, costata la vita a 29 persone che si trovavano nella struttura nel momento in cui è stata travolta dalla valanga e ad oggi l’area è rimasta pressoché intatta dal giorno in cui si sono concluse le operazione di soccorso.

In queste ore il tecnico comunale e custode giudiziale Enrico Colangeli, tra gli indagati nell’inchiesta, ha denunciato la presenza di alcuni turisti - 6 o 7 persone, inclusi due bambini - intenti a visitare le rovine dell’hotel e scattare foto.

Quello non sarebbe stato un caso isolato, al punto che i famiglia delle vittime, a conoscenza di questo turismo macabro, starebbero già preparando un esposto per chiedere che l’area del resort venga recitata.

Massimiliano Giancaterino, ex sindaco di Farindola e fratello di una delle 29 vittime, Alessandro Giancaterino, ha spiegato nel dettaglio cosa sta accadendo al quotidiano Il Centro:

Anche per la valanga di Rigopiano assistiamo a un fenomeno ormai tristemente diffuso: il turismo del dolore. Una macabra abitudine tutta italica di recarsi sui luoghi di una tragedia per soddisfare la propria curiosità morbosa e il proprio voyeurismo che in questi casi assume aspetti patologici. […] Se la gente vuole, che ci vada pure, ma a rendere omaggio alle vittime, avvicinandosi con il dovuto rispetto e raccoglimento nei confronti di chi ha perso la vita sul lavoro, come mio fratello e gli altri dipendenti dell’hotel, e di chi si trovava lì per trascorrere qualche ora di spensieratezza. Spetta ad ognuno di noi essere rispettosi prima di tutto della sacralità del luogo, ma anche del lavoro della magistratura che deve preservare quel posto da intrusioni di estranei che potrebbero compromettere la genuinità di quella che è a tutti gli effetti, ricordiamolo, una scena del crimine.

Gli intrusi sorpresi nell’area delle macerie sabato scorso sono state prontamente denunciate e in queste ore, grazie ai numeri della targa delle due automobili, si sta procedendo alla loro identificazione.

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