Brasile, arrestato il boss della ’ndrangheta Vincenzo Macrì

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É finita in queste ore in Brasile, all’aeroporto di Aeroporto di San Paolo-Guarulhos, la lunga latitanza di Vincenzo Macrì, 52enne ritenuto un esponente di spicco della cosca della ‘ndrangheta di Commisso di Siderno e a lungo presente della lita dei latitanti più pericolosa stilata dal Ministero dell’Interno.

Macrì, figlio del boss Antonio ucciso in un agguato a Siderno nel 1975, aveva vissuto a lungo ad Aalsmeer, in Olanda, e da tempo si era trasferito a Caracas, in Venezuela, da dove secondo gli inquirenti continuava a gestire le rotte del narcotraffico tra l’Europa e l’America Latina per conto della ‘ndrangheta.

Si era creato una nuova identità, quella dell’italo-venezuelano Angelo Di Giacomo, e in questo modo era riuscito a sfuggire ai controlli e muoversi più o meno liberamente tra Brasile e Venezuela.

Fuggito dall’Italia poco dopo l’uccisione del padre, Macrì aveva trascorso 13 anni in carcere negli Stati Uniti per traffico di stupefacenti, e una volta tornato in libertà aveva continuato col traffico di droga, gestendo di facciata un’attività di commercio di piante e fiori.

Ieri, grazia alla lunga e delicata attività della Squadra Mobile di Reggio Calabria e dello SCO di Roma, la polizia federale brasiliana ha fatto scattare l’arresto all’aeroporto di San Paolo, mentre Macrì stava tentando di imbarcarsi su un volo per Caracas.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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