Udine: archiviate indagini su presunti casi di "Blue Whale"

La Procura di Udine ha archiviato quattro indagini legate a possibili casi di "Blue Whale", il macabro gioco che - prova dopo prova - porterebbe al suicidio i giovani più fragili.

Dopo l'attenzione mediatica sul caso (e relative polemiche) sono diverse le indagini scattate in tutta Italia per casi che avevano elementi che riconducevano al "gioco".

È il caso ad esempio di una ragazzina friulana di 13 anni: i genitori avevano contattato la Polizia Postale perché la figlia aveva sul braccio il tatuaggio di una balena, simile dunque a quello proposto dalla fantomatica lista delle prove da superare.

Scattate immediatamente le indagini, gli inquirenti hanno analizzato i contenuti dei telefonini sequestrati alla giovanissima senza però trovare alcuna prova di contatti con presunti "curatori" o comunque di altre persone che interagivano con lei a proposito del "Blue whale".

"Abbiamo la certezza che non ci sono state interferenze dall'esterno per convincerla a entrare in un circuito perverso", ha dichiarato il Procuratore di Udine, Antonio De Nicolo.

In questo caso, così come in altre tre situazioni simili, si è trattato fortunatamente solo di un falso allarme: archiviate così tutte le indagini che la Procura friulana aveva aperto - a carico di ignoti - per istigazione al suicidio.

Nel video in alto, alcuni consigli della Polizia in merito al "Blue Whale".

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