Le schiave sessuali giapponesi della Seconda guerra mondiale

18 secondi di filmato che testimoniano il dramma di 200mila donne: questo è il primo video conosciuto delle "comfort women", donne di conforto, le schiave sessuali costrette dai giapponesi a lavorare nei bordelli per le truppe durante la Seconda Guerra Mondiale. Arrivavano principalmente dalla Corea del Sud, ma anche dalla Cina e dalle Filippine: tutte portate via con la forza e costrette a prostituirsi.

Nelle immagini, scoperte da alcuni ricercatori sudcoreani, si vedono sette donne in piedi di fronte ad un hotel a Songshan, in Cina, usato dai giapponesi come bordello. Siamo nel 1944.

Tokyo, JAPAN: Japanese women hold portraits of Chinese, Philippine, South Korean and Taiwanese former comfort women who were sex slaves for Japanese soldiers during World War II, at a protest held in front of the Japanese parliament in Tokyo, 14 June 2007. About 150 people took part in the protest demanding compensation by the Japanese government.    AFP PHOTO/Toru YAMANAKA (Photo credit should read TORU YAMANAKA/AFP/Getty Images)

"Dopo anni di intensa ricerca abbiamo trovato per la prima volta un video delle comfort women che arriva dall'archivio nazionale degli Stati Uniti ed è rimasto nascosto per oltre 70 anni"

ha spiegato Um Kyu-sook, a capo del Dipartimento di Seul che si occupa di donne e famiglia.

Queste immagini non sono solo un importante documento storico, ma anche una prova concreta del dramma troppo spesso minimizzato, se non addirittura negato, dal governo giapponese.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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