Amatrice, imprenditori e funzionari pubblici arrestati per corruzione

Intercettazioni, foto e video che testimoniano la corruzione hanno portato a un'ondata di arresti

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Amatrice come L’Aquila e non si tratta di un confronto fra l’intensità del terremoto che ha colpito entrambe o una valutazione economico sociale dei danni. È un’altra la, terribile, similitudine che accomuna queste due città. Un imprenditore che ride al telefono mentre parla dei soldi da fare con la ricostruzione post terremoto. Vito Giuseppe Giustino, sessantacinquenne presidente del Cda della società cooperativa internazionale, ride parlando con Giuseppe Santoro il geometra della sua ditta mentre parlano delle future commesse.

I due sono entrambi agli arresti domiciliari. Nell’inchiesta sono coinvolte trentacinque persone tra cui funzionari del Ministero dei Beni Culturali dell’Abruzzo, imprenditori e professionisti. Dieci persone sono agli arresti domiciliari e a cinque è stata notificata l’interdizione dall’esercizio dell’attività professionale. Altre venti persone sono indagate.

Le perquisizioni da parte dei carabinieri, messe a segno alle prime luci dell’alba, sono stato fatte in Abruzzo, Campania, Puglia e Marche. L’indagine riguarda ben dodici appalti pubblici relativi a edifici gestiti dal Mibact Abruzzo, tra questi c’è il teatro in pieno centro all’Aquila che non è stato ancora restituito alla città.

Le accuse sono pesantissime: concorso in corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione e distruzione e occultamento di atti veri.

Oltre alle intercettazioni telefoniche ci sono anche diverse intercettazioni ambientali, foto e video che dimostrano il passaggio di denaro per ottenere la vittoria in appalti pubblici. Tra le tante risate una in particolare. Il geometra Leonardo Santoro racconta di una conversazione avuta con Lionello Piccinini, anch’esso ai domiciliari, dipendente del Mibact Abruzzo, “Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mò dovete fare uno screening dei beni sotto la vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti e via dicendo siamo a disposizione”, e Vito Giuseppe Giustino ride più volte e aggiunge, “Siamo strutturati, abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po’ di cantieri e abbiamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove ca..o mandarle”. E ride.

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