Stupri e violenze a Rimini: accuse reciproche tra gli arrestati

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Il presunto capo branco dei due stupri di Rimini, Guerlin Butungu, dà ora la colpa agli altri tre complici arrestati, tutti minorenni: secondo il 20enne di nazionalità congolese sarebbero stati i suoi amici di 15 e 17 anni a compire le violenze ai danni di una turista polacca e del transessuale finiti nelle mire del gruppo, in base alle indagini della Squadra mobile.

Uno dei minorenni arrestati, tra cui due fratelli marocchini, invece accusa Butungu anche di un'altra tentata violenza nei confronti di una loro comune amica, a Pesaro, stupro evitato solo perché i due fratelli e il terzo arrestato si sarebbero messi contro Butungu che avrebbe così rinunciato.

Ma ad aggravare la posizione del maggiorenne ci sarebbero anche alcune testimonianze raccolte dagli investigatori nelle ultime ore: una coppia di Legnano ha raccontato di essere stata vittima di una rapina e un tentativo di violenza a Rimini il 12 agosto scorso.

Il telefono rubato alla coppia era stato trovato proprio a Butungu al momento dell'arresto, insieme al cellulare di un'altra coppia aggredita sempre a Rimini. Questo proverebbe, secondo chi indaga, che il branco agiva sempre secondo lo stesso schema che prevedeva la rapina seguita dalle violenze sessuali.

Rimini, stupro di gruppo: arrestato presunto capo branco - Video

3 settembre 2017. Anche il quarto presunto responsabile delle violenze e dello stupro di gruppo avvenuto a Rimini a fine agosto è stato fermato dalla polizia che ha dato la notizia con un tweet pubblicando anche il video dell'arresto.

I quattro arrestati, tra cui almeno due minorenni, sono accusati dell'aggressione a una coppia di turisti e del successivo stupro di un transessuale in spiaggia. In manette nelle ultime ore è finito il 20enne Guerlin Butungu, di nazionalità congolese, ritenuto il capo del branco.

Il 20enne, arrivato in Italia nel 2015, aveva un permesso per motivi umanitari e abitava in provincia di Pesaro Urbino, a Cagli. Il giovane è stato arrestato nella stazione ferroviaria di Rimini mentre stava per lasciare la città in treno, diretto al Nord, dopo gli arresti dei suoi sospetti complici. Butungu avrebbe inizialmente negato la sua identità ma aveva con sé un cellulare localizzato.

Dopo che la polizia aveva diffuso dei fotogrammi dei ricercati, due fratelli minorenni di nazionalità marocchina ieri si erano costituiti confessando di essere tra gli autori delle violenze. In breve il terzo presunto responsabile del branco era stato rintracciato e arrestato.

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