Basilicata, nuove intimidazioni al giornalista Bolognetti

Che Maurizio Bolognetti sia un giornalista particolarmente scomodo e antipatico, in quel di Basilicata, è oramai un fatto acclarato da anni: ieri, mentre girava alcune immagini con una telecamera, seduto in macchina, nei pressi del Pozzo Monte Alpi 6-7-8 dell'ENI Bolognetti è stato avvicinato da due addetti alla sicurezza che gli hanno intimato di interrompere le riprese.

"Lei qui non può filmare, l'ENI non vuole"

Gli ha detto più volte uno degli addetti alla sicurezza mentre con un corpaccione ben pasciuto si piazzava davanti all'obiettivo della telecamera. Bolognetti, che già in passato è stato minacciato da un carabiniere che ha quasi estratto la pistola intimandogli di interrompere le riprese video (sempre legittime perché effettuate su suolo pubblico e senza mai mostrare in volto il personale ENI, la sicurezza e la forza pubblica intervenuta), ha ribadito la legittimità della sua attività di cronista in quel frangente.

Bolognetti, che stava effettuando delle riprese per un reportage per Radio Radicale, è stato costretto ad interrompere il proprio lavoro per evitare ulteriori scocciature ma ha denunciato quanto accaduto, come sempre fa, sulla sua pagina Facebook: "Ecco cosa accade in Val d'Agri lontano da occhi indiscreti".

Cronista di Radio Radicale e segretario di Radicali Lucani, Bolognetti porta avanti da decenni battaglie per la trasparenza e la tutela ambientale del più importante bacino petrolifero dell'Europa continentale, la Val d'Agri. Per primo ha denunciato i rischi connessi alle attività estrattive in Basilicata, l'inquinamento da bario del bacino idrico del Pertusillo (per la quale finì in tribunale, poi assolto, per rivelazione di segreto d'ufficio) e la discarica di fanghi petroliferi a Corleto Perticara, per primo ha chiesto e ottenuto - non senza battaglie campali e attese di anni - sprazzi di luce e trasparenza da parte sia della Regione che dagli enti privati, le multinazionali petrolifere, e pubblici, come l'Arpab, relativamente ai dati sull'inquinamento in atto nelle zone petrolifere. Un'attività scomoda che non passa inosservata né in Regione né all'ENI, dove Bolognetti è conosciuto. E temuto, come dimostrano le immagini da lui girate.

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