La Spezia, l'architetto Stefano Di Negro si è tolto la vita

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24 ottobre 2017

- Colpo di scena nelle indagini sulla morte dell'architetto Giuseppe Stefano Di Negro. L'uomo, 50 anni, non sarebbe stato ucciso come ipotizzato in un primo momento, ma si sarebbe tolto la vita sparandosi in bocca.

A rivelarlo sono stati i risultati dell'autopsia eseguita nella giornata di ieri, che ha spinto gli inquirenti a mettersi alla ricerca dell'arma usata dall'uomo, sparita dal luogo del ritrovamento. Si è così scoperto che i due ragazzi che hanno trovato l'uomo in fin di vita nella serata di sabato avevano deciso di rubare l'arma con l'intenzione di venderla e ricavare così qualche soldo.

Ieri, dopo un nuovo interrogatorio, i due giovani hanno riconsegnato l'arma alle autorità, una pistola risultata di proprietà del padre di Di Negro. Le indagini proseguono, ma tutti i tasselli del puzzle sembrano esser già stati messi al posto giusto.

23 ottobre 2017 - Sono passate quasi 48 ore dal ritrovamento del corpo senza vita di Giuseppe Stefano Di Negro, architetto di 50 anni trovato cadavere sulle sponde di un torrente nel quartiere Braida di Sarzana, a La Spezia, e il caso è ancora avvolto dal più fitto mistero. Gli inquirenti sono riusciti ad accertare che si è trattato di un omicidio, avvenuto non molto prima del macabro ritrovamento.

L'uomo, secondo quanto ricostruito fino a questo momento, sarebbe stato aggredito e colpito alla testa con una pietra e lasciato agonizzante dietro alla propria automobile parcheggiata in prossimità del torrente. Nulla è stato rubato: i documenti, carte di credito e il denaro di Di Negro sono stati rinvenuti nel portafogli, ma all'appello mancherebbero alcune carte che l'uomo aveva recuperato poco prima dall'abitazione dei suoi genitori.

Al momento non ci sarebbero piste preferenziali, ma l'ipotesi della rapina sarebbe stata esclusa. Gli esperti della scientifica stanno passando al setaccio gli ultimi contatti dell'uomo, le sue frequentazioni e cercando di ricostruire le sue ultime ore di vita.

L'ipotesi più plausibile, al momento, è che il 50enne si sia recato volontariamente a quell'appuntamento, ma non è chiaro chi fosse la persona che lo stava aspettando, quasi certamente la stessa che l'ha aggredito. Le indagini proseguono senza sosta.

Foto | Facebook

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