Catalogna, Puigdemont resta in Belgio, ma non chiede (per ora) asilo

Update: Carles Puigdemont rimane in Belgio, ma la richiesta di asilo, almeno così come era stata anticipato dalla tv spagnola La Sexta, non è stata presentata. Nella giornata di ieri, 1 novembre, i ministri del Govern catalano, ormai destituito, sono tornati in Spagna per presentarsi di fronte alla Corte Suprema, ma l'ex primo ministro rimarrà a Bruxelles anche nelle prossime settimane (almeno stando alle parole dei suoi legali).

Il possibile conflitto diplomatico fra Spagna e Belgio rimane dunque sullo sfondo, per il momento, ma anche in assenza di una formale richiesta di asilo potrebbe riaccendersi: i giudici spagnoli sarebbero sul punto di emettere un mandato di cattura per Puigdemont costringendo le autorità belghe a prendere una posizione.

La Tv spagnola La Sexta ha reso noto ieri che il leader indipendentista catalano Carles Puigdemont e altri 5 ministri del suo governo destituito da Madrid hanno fatto richiesta di asilo al Belgio dopo una "fuga" in auto da Barcellona a Marsiglia ed un volo aereo che li ha portati a Bruxelles.

Puigdemont con i titolari dei dicasteri di Interni, Governo, Lavoro, Salute e Agricoltura si è recato a Bruxelles – ufficialmente per una serie di incontri con i nazionalisti fiamminghi – nello stesso giorno in cui la Procura centrale spagnola ha chiesto l’incriminazione dell’ex presidente della Catalogna, per ribellione e sedizione.

Con questa richiesta, riporta il giornale catalano La Vanguardia – il procuratore generale, José Manuel Maza, apre la porta alla possibilità di un arresto cautelativo in considerazione della gravità dei fatti e dei reati imputati.Il procuratore ha detto che Puigdemont e gli ex membri del governo catalano, destituiti venerdì 27 ottobre dal governo di Madrid, sono sospettati anche di “appropriazione indebita e abuso di potere”.

Toccherà all’Audiencia Nacional, un alto Tribunale speciale di Madrid competente per reati gravi fra cui quelli di terrorismo, decidere se accettare o meno la richiesta del procuratore generale. Intanto Marta Pascal, portavopce del PDeCAT, il partito indipendentista di Puigdemont, ha fatto sapere che la formazione politica parteciperà alle elezioni regionali convocate per il 21 dicembre 2017 dopo il commissariamento della Catalogna.

“Come partito siamo a favore di queste elezioni – ha detto – il 21 andremo alle urne. Signor Rajoy ci andremo, i democratici catalani si riuniranno alle urne e ci opporremo a ogni tentativo di lapidazione e alla scomparsa delle istituzioni catalane”.

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