Messina: si fingeva il figlio scomparso per truffare due anziani genitori

Il figlio della coppia, vittima di Lupara Bianca secondo diversi pentiti, è scomparso nel 1993. Il truffatore ha estorto circa 200mila euro ai genitori ingannandoli per anni

Macchina Carabinieri

I carabinieri del comando provinciale di Messina questa mattina hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare del procuratore Emanuele Crescenti e della pm Rita Barbieri nei confronti di Francesco Simone, 44 anni, operaio della Provincia metropolitana di Messina, accusato di truffa aggravata ai danni di due braccianti agricoli.

Le due vittime di questa vicenda sono i genitori di Domenico Pelleriti, giovane ragazzo scomparso nel 1993 e già tristemente noto alle cronache. Domenico Pelleriti, 20enne all'epoca, era un giovane ladro di auto di Montalbano Elicona, piccolo comune del messinese, vittima di 'Lupara Bianca' della cosca di Barcellona Pozzo di Gotto. Alcuni collaboratori di giustizia nel corso degli anni si sono infatti autoaccusati del delitto ordinato dai boss della cosca come ritorsione per un furto d'auto fatto da Domenico Pelleriti ai danni di un imprenditore "protetto" dalla mafia.

I pentiti hanno raccontato la modalità dell'omicidio ed anche il luogo dove si sarebbero disfatti del cadavere. Nonostante le ricerche effettuate dalla polizia scientifica, il corpo di Domenico Pelleriti non è però mai stato ritrovato. Questo fatto ha continuato ad alimentare le speranze dei due genitori, che sono così caduti in un terribile raggiro che gli è costato oltre 200mila euro, inducendoli a vendere tutti i loro beni e proprietà per accontentare le richieste del truffatore.

Francesco Simone ha sfruttato la debolezza psicologica dei due genitori per ingannarli per lunghissimo tempo, facendogli credere che loro figlio fosse ancora vivo e che avesse bisogno di soldi per nascondersi dalla mafia oltreché per curarsi da una grave malattia. Simone ha approfittato anche del suo rapporto di presunta confidenza con la famiglia Pelleriti, essendo il fratello di quella che nel 1993 era la fidanzatina del figlio.

Simone è stato incastrato dalla sua ex compagna, alla quale aveva raccontato la sua truffa senza scrupoli. La donna, dopo la fine del loro rapporto, l'ha denunciato alle forze dell'ordine, riferendo loro che il truffatore aveva più volte anche camuffato la sua voce fingendo di essere proprio Domenico Pelleriti per indurre i genitori a continuare a consegnargli il denaro. I carabinieri hanno documentato ben 11 consegne di denaro da 50 e 100 euro, che sarebbero dovute servire a garantire protezione e cure mediche per il figlio della coppia.

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