Strage di Cisterna: "Capasso ha ucciso subito entrambe le figlie"

famiglia Capasso Cisterna

Nell'ultima puntata di "Chi l'ha visto" si è parlato lungamente del triste episodio di cronaca avvenuto a Cisterna di Latina lo scorso 28 febbraio, quando l'appuntato dei carabinieri Luigi Capasso ha ferito gravemente la moglie - dalla quale si stava separando - prima di uccidere le due figliolette e, successivamente, togliersi la vita. La conduttrice Federica Sciarelli ha avanzato l'ipotesi che ci fossero due persone in vita all'interno dell'appartamento della famiglia mentre avveniva la trattativa tra Luigi Capasso e i suoi colleghi del GIS, impegnati nel tentativo di farlo desistere dal suo intento.

In quel momento i militari dell'Arma non sapevano che le due bambine erano già state uccise e quel tentativo di mediazione è stato messo in atto proprio nella speranza di riuscire a scongiurare il peggio, ovvero per cercare di evitare che il padre facesse del male alle sue figlie. Solo dopo il suicidio dell'uomo si è potuto accertare che, purtroppo, le figlie erano già morte da ore.

In molti si sono chiesti perché il Gruppo Intervento Speciale (GIS) abbia esitato ad usare le maniere forti, optando invece per una linea d'azione "morbida" per cercare di fermare l'uomo. A 'Chi l'ha visto?' la conduttrice e giornalista Federica Sciarelli ha ipotizzato che i carabinieri intervenuti abbiano utilizzato una particolare strumentazione in grado di rilevare il calore emanato dai corpi all'interno dell'appartamento e, avendo accertato la presenza di due persone (compreso l'uomo) in vita, abbiano deciso di trattare nel tentativo di salvare una delle due bambine.

Qualora questa circostanza si fosse rivelata vera, si sarebbe trattato - con il senno del poi - di un grave errore che avrebbe consentito all'uomo di uccidere anche la figlia ancora in vita prima di suicidarsi. Era infatti legittimo ipotizzare che, con un approccio diverso, ovvero facendo irruzione nell'appartamento oppure rendendo inoffensivo l'uomo, i suoi colleghi avrebbero dunque potuto salvare una delle due figlie.

A questa ipotesi della trasmissione 'Chi l'ha visto?' ha risposto oggi Andrea De Gasperis, Procuratore Capo di Latina, nel corso di una conferenza stampa. De Gasperis ha escluso l'ipotesi che la figlia maggiore di Capasso fosse ancora in vita nel corso della 'trattativa' portata avanti dal GIS con il Capasso: "Si è parlato dell'esistenza di apparecchiature per rilevare presenza di persone in luoghi in dotazione dell'Arma dei carabinieri e non utilizzate. Apparecchiature che ove utilizzate avrebbero rilevato la presenza in vita della figlia maggiore di Capasso. Ciò non corrisponde a verità. Un apparecchio del genere, che io sappia, non è in dotazione all'Arma e bisogna riaffermare che le due povere bambine erano già morte quando le forze dell'ordine si sono presentate in loco".

Il Procuratore ha quindi ribadito la ricostruzione ufficiale dei fatti; Capasso, dopo aver ferito gravemente la moglie, è entrato nell'appartamento ed ha subito ucciso Martina, la bambina di 7 anni, che stava ancora dormendo, e immediatamente dopo anche la figlia Alessia, che invece si era appena svegliata. Successivamente ha finto per ore che le figlie fossero ancora vive mentre i colleghi del GIS cercavano di convincerlo ad arrendersi.

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