Napoli, arrestati tre minorenni per l'uccisione della guardia giurata

Le famiglie dei 3 minorenni che hanno ucciso Franco Della Corte, la guardia giurata di Piscinola, hanno preso le distanze dai giovani: "Mio figlio è un assassino, non mi vedrà mai più"

Dopo 13 giorni di sofferenza lo scorso 16 marzo è deceduto Franco Della Corte, la guardia giurata picchiata e abbandonata in agonia nella notte del 3 marzo scorso a Piscinola, quartiere nella periferia nord di Napoli. L'uomo, come ha spiegato la sua famiglia, ha cercato con tutte le sue forze di restare aggrappato alla vita, ma alla fine ha dovuto arrendersi lasciando la moglie e due giovani figli poco più che 20enni.

La famiglia della vittima, adesso, chiede disperatamente giustizia ed è arrivata la tempestiva risposta degli inquirenti che hanno individuato in 3 minorenni - un 15enne e due 16enni - i responsabili di questa infame aggressione a colpi di spranga. I tre hanno raccontato di aver aggredito la vittima utilizzando delle gambe di un tavolo trovato tra i rifiuti, con l'intenzione di stordirlo e sottrargli la pistola d'ordinanza per venderla al mercato nero e ricavare, così, una modesta somma di denaro.

Alla fine dell'aggressione, i 3 assassini non sono neanche riusciti a sottrarre la pistola all'uomo agonizzante, che custodiva l'arma in una tasca interna della sua giacca. Stando a quanto hanno riferito gli inquirenti, nei giorni successivi a questa terribile aggressione, i 3 responsabili hanno continuato a vivere la loro vita senza modificare in alcun modo le loro abitudini, come se nulla fosse accaduto.

Si tratta di 3 giovani di umili famiglie, che lavorano per riuscire a vivere in modo dignitoso in una realtà sociale ed economica molto difficile. I primi a prendere le distanze dai 3 assassini sono stati proprio i loro familiari, che non hanno tentato di spiegare o giustificare in alcun modo quanto accaduto.

La madre di uno dei 3 responsabili ha detto chiaramente di non voler avere più alcun contatto con il figlio: "Ho detto a mio figlio che ora non mi vedrà più. Io non ci volevo credere che avevano fatto una cosa così assurda. Anche se lui ha guardato solamente, perché io non ci credo che lui ha colpito, ma deve pagare il suo reato. Non ha voluto studiare, lo stavo mandando in Germania a lavorare. Era l'unico modo per salvarsi. Qui c'è il biglietto telematico: giovedì mio figlio doveva partire. Per pochi giorni si è distrutto la vita".

Il padre di un altro ha manifestato dolore e impotenza davanti a questa tragedia: "Che devo dire? Mi dispiace tanto per quel pover'uomo morto. Lo vedo poco mio figlio, da quando la madre se ne andò con un altro, continuo a vivere nel mio scantinato, però mio figlio L. stava con la mia ex moglie a casa della zia materna, dove però stanno bene, non gli manca niente. In questi giorni, stava così normale e tranquillo che mi ha chiesto i soldi per comprare le fedine d'oro per lui e la fidanzata, e gli ho dato pure 300 euro, io che mi sono sempre arrangiato. Un figlio viene come vuole lui, come le piante, crescono storte o dritte e tu non ci puoi fare niente".

Anche il padre del terzo ragazzo è rimasto senza parole per quanto accaduto: "Veramente mio figlio ha fatto questo?". Il figlio di quest'ultimo aveva anche un futuro promettente davanti a sé; giocava a calcio con l'associazione "Brothers" di Chiaiano e, stando a quanto ha raccontato il padre, stava "per avere un contratto con una squadra della B".

Un futuro che evidentemente non gli bastava perché, scorrendo il suo profilo Facebook, si possono trovare considerazioni e pensieri sconcertanti. Aveva parlato in questi termini di Totò Riina: "Certe cose prima si fanno e poi si dicono... R.I.P Zio Totò". Poi, ancora, nel mese di dicembre: "Un leone non si preoccupa del parere delle pecore". E più recentemente: "Se non giochi col fuoco morirai di freddo". Un figlio del degrado culturale, con un sistema valoriale totalmente sballato.

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