Marco Biagi, scritte contro di lui a Modena. Il figlio Lorenzo: "Lo Stato lo ha abbandonato"

Mattarella: "Rinnovo la mia vicinanza ai famigliari".

Scritte contro Marco Biagi a Modena

Il 19 marzo 2002 Marco Biagi veniva assassinato da un comando delle Nuove Brigate Rosse. Oggi, in occasione del 16° anniversario della sua scomparsa, la ferita è ancora apertissima e a spargervi su del sale arrivano delle orribili scritte proprio sul muro della facoltà di Economia in cui insegnava a Modena.

Scritte come "Marco Biagi non pedala più, onore a Mario Galesi, onore ai compagni combattenti", in cui si fa riferimento all'abitudine di Biagi di andare a lavoro in bici (e proprio mentre tornava in bici fu ucciso). Mario Galesi era un componente di primo piano delle Nuove BR e oltre che all'omicidio di Biagi partecipò anche a quello di Massimo D'Antona. Galesi è morto nel 2003 dopo un conflitto a fuoco con le forze dell'ordine sul treno Roma-Firenze.

Le foto delle scritte contro Biagi sono state pubblicate poco fa su Facebook da Michele Tiraboschi, Ordinario di Diritto del lavoro presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e storico collaboratore del professore ucciso nel 2002.

Lorenzo Biagi, che 16 anni fa ha perso il padre proprio nel giorno della Festa del Papà, oggi, in occasione della commemorazione del suo genitore ucciso, proprio a pochi metri dal luogo dell'omicidio, ha commentato:

"Lo Stato ha abbandonato mio padre. Mio padre aveva una scorta fino a pochi mesi prima di essere ucciso, fino al novembre del 2001. Per cui penso che il fatto che gli sia stata tolta senza motivo o comunque con una grande sottovalutazione del pericolo sia una cosa molto grave. Spero che questo non capiti più ad altre persone o altre figure come lui"

Intanto oggi anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato sul caso e, ricordando Biagi, ha detto:

"Sono trascorsi sedici anni dal crudele agguato in cui venne ucciso Marco Biagi e la ferita inferta dai terroristi assassini è ancora aperta nella nostra comunità civile. In questa giornata desidero rinnovare la mia vicinanza e la mia solidarietà alla signora Marina Orlandi Biagi, ai famigliari, agli amici, ai colleghi, a quanti hanno continuato in questi anni a sviluppare i temi della ricerca di Biagi, approfondendo e ampliando il confronto, cercando soluzioni positive alle domande poste dai mutamenti profondi del lavoro e dei mercati, tentando di tenere insieme le esigenze di competitività del sistema con i principi costituzionali di equità e di giustizia sociale. Il terrorismo è stato sconfitto irrevocabilmente nella coscienza popolare, grazie all'unità del popolo italiano. Nel loro assalto all'ordinamento e alla convivenza civile, i terroristi hanno spezzato con disumanità tante vite e provocato immense sofferenze, ma non sono riusciti a disgregare la società e a colpire la Costituzione, che resta il fondamento della Repubblica"

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO