Roma: imbrattata la lapide che ricorda il sequestro Moro e le vittime di via Fani

Roma aldo Moro

Roma - Imbrattata la lapide inaugurata lo scorso 16 marzo in ricordo delle vittime dell’attentato di via Fani, quando nel 1978 fu rapito Aldo Moro e persero la vita i cinque uomini della scorta dello statista democristiano (Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Domenico Ricci e Oreste Leonardi). Sul monumento è stata dipinta la scritta BR in rosso, a pochi giorni dalla cerimonia alla quale aveva preso parte anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La scoperta dell’oltraggio è stata fatta stamane dai carabinieri durante un servizio di pattuglia proprio in via Fani. Non è la prima volta che il monumento viene fatto oggetto di vergognosi oltraggi: lo scorso anno ad essere presa di mira fu la base in cemento della lapide, sulla quale apparve la scritta “A morte le guardie”.

Unanime la condanna da parte del mondo politico, che da sinistra a destra si esprime senza mezze misure contro il vile gesto. Questo il commento di Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione parlamentare di Inchiesta sul caso Moro: "Il ripetuto oltraggio ai martiri di via Fani nel luogo che ha visto il rapimento di Aldo Moro non è solo gravissimo, ma assai inquietante. Non si può derubricare come qualcosa di poco conto, non si può sottovalutare", le parole riportate da Repubblica. "Tanti fermenti scuotono il nostro paese - continua Fioroni - , aggravati da una complessa situazione internazionale. L'Italia come e più del passato, deve rispondere con forza ed efficacia ad ogni tentativo di riaprire una stagione definitivamente archiviata".

Utilizza Twitter per esprimere la propria condanna Matteo Richetti, esponente del Partito Democratico: "Continuano a infangare la memoria di un grande statista con frasi e gesti ignobili. Noi stiamo dall'altra parte: con lo Stato, con la democrazia, con la politica".


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