Garlasco, Stasi rinunciò all'eredità per non risarcire i Poggi? Il Gip archivia ma commenta: "Comportamento anomalo"

I genitori e il fratello di Chiara Poggi avrebbero potuto ottenere un risarcimento "ultramilionario".

Alberto Stasi

Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere per l'omicidio dell'ex fidanzata Chiara Poggi. Avrebbe anche dovuto risarcire i genitori e il fratello della ragazza per circa un milione e 100mila euro, secondo quanto previsto dalla seconda sentenza della Corte di Appello e confermato dalla Cassazione, ma nel 2014 ha rinunciato all'eredità del padre, morto senza lasciare testamento, e si è così dichiarato nullatenente, quindi impossibilitato a risarcire i famigliari della vittima e a pagare le spese processuali.

Su questa sua rinuncia è stata condotta un'indagine che ora si è conclusa con l'archiviazione. Tuttavia il giudice per le indagini preliminari di Milano Natalia Imarisio nel provvedimento ha scritto che il comportamento di Stari riguardo all'eredità è stato "anomalo" e non si può giustificare, come ha fatto la difesa, con una "totale dimenticanza dovuta alla condizione di stress in cui versava".

Nel 2014, infatti, Stasi ha chiesto l'inventario dei beni lasciati dal padre Nicola morto nel dicembre 2013, ma poi ha "omesso" di accettare l'eredità. Se l'avesse accettata avrebbe potuto pagare il risarcimento dovuto alla famiglia della sua fidanzata Chiara Poggi. La denuncia dei Oggi è stata giudicata tardiva. Il risarcimento serviva loro anche per pagare tutti gli avvocati e i consulenti tecnici che li hanno seguiti dal 2007, quando è avvenuto l'omicidio di Chiara che, secondo i giudici, è stato proprio per mano di Stasi.

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