Terrorismo, arrestato a Foggia attivista dell'Isis

Sarebbe vicino all'Isis il responsabile di un centro culturale islamico arrestato oggi in città.

Bandiera Isis

    Aggiornamento ore 14.00 - L’arrestato per terrorismo a Foggia secondo le indagini commentava ed esaltava sul web le azioni violente dell'Isis, inoltre disponeva di molto materiale di propaganda ufficiale tra cui video che mostrano bambini reclutati dal gruppo terroristico. Il presidente del centro culturale Al Dawa finito in manette secondo gli inquirenti era anche impegnato in una un’azione di indottrinamento nei confronti di giovanissimi con lo scopo di farli aderire all'Isis.

Un arresto per terrorismo a Foggia. Questa mattina un cittadino italiano di origine egiziana, responsabile di un centro culturale islamico, è stato arrestato con le accuse di partecipazione e all’associazione terroristica nota come Isis e apologia della stessa, aggravata dall’uso di mezzi informatici.

L’uomo è il presidente dell’associazione culturale Al Dawa di Foggia, l’arresto è avvenuto a conclusione di una indagine della polizia di Stato e delle Fiamme Gialle contro il terrorismo internazionale.

Al blitz di oggi hanno partecipato anche i militari del Gico di Bari eseguendo perquisizioni personali e domiciliari a carico di altre tre persone oltre all'arrestato e il sequestro preventivo urgente della sede dell’associazione culturale. Verifiche sono in corso anche sui conti correnti dell’arrestato.

Le perquisizioni hanno naturalmente riguardato anche la sede dell’associazione culturale Al Dawa che secondo gli investigatori sarebbe stata la base operativa della propaganda jihadista sostenuta e veicolata dal presunto attivista dell'Isis.

L’inchiesta, denominata Bad Teacher - l’arrestato teneva delle lezioni di religione ai bambini nel centro culturale finito sotto sequestro - è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari che nell'ultimo anno ha accusato di apologia del terrorismo altre soggetti ritenuti vicini all’estremismo di matrice islamista.

Il responsabile del centro culturale arrestato oggi ha 58 anni ed sposato con una donna italiana. Sempre secondo gli accertamenti eseguiti dagli investigatori l’uomo sarebbe stato incastrato si da pubblicazioni online sia da altre condotte giudicate come finalizzate ad agevolare il terrorismo internazionale.

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