Tiangong-1, la stazione spaziale cinese in caduta libera verso la Terra: quali sono i rischi dell'impatto?

Possiamo dormire sonni tranquilli, anche se il sud dell'Italia si trova nell'area a rischio.

La stazione spaziale cinese Tiangong-1, lanciata in orbita il 29 settembre 2011 dal centro spaziale di Jiuquan, sta precipitando verso la Terra e i calcoli attuali non permettono di stabilire con precisione l'area in cui si distribuiranno i frammenti e quali sono i rischi concreti per le zone interessate.

Oggi, vista la diffusione di informazioni non corrette e allarmismi ingiustificati, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha diffuso un dettagliato comunicato in cui spiega quali sono i dati certi disponibili al momento, cosa è accaduto e cosa potrebbe accadere, con un occhio di riguardo anche all'Italia che si trova parzialmente, come gran parte del resto del Mondo, sulla traiettoria di distribuzione dei frammenti.

Il CNR spiega che la Tiangong-1, al momento del lancio, aveva una massa di 8506 kg, ridottasi considerevolmente nel corso dei mesi successivi. Al momento, secondo le stime disponibili, la massa sarebbe di 7500-7550 kg, in linea con quella della capsula spaziale russa Progress-M 27M rientrata in modo altrettanto incontrollato l'8 maggio 2015 e come accade, per stessa ammissione del CNR, una o due volte ogni anno.

A Long March 2F rocket carrying the country's first space laboratory module Tiangong-1 lifts off from the Jiuquan Satellite Launch Center on September 29, 2011 in Jiuquan, Gansu province of China. The unmanned Tiangong-1 will stay in orbit for two years and dock with China's Shenzhou-8, -9 and -10 spacecraft for China's eventual goal of establishing a manned space station around 2020.

La domanda che in molti si stanno ponendo in queste ore - "c'è il rischio di venir colpiti da un frammento?" - trova una risposta molto chiara nel comunicato:

La probabilità corrispondente di essere colpiti da un frammento è infatti un numero piccolissimo, dell’ordine di uno su centomila miliardi (cioè 1:100.000.000.000.000). Confrontata con i rischi cui andiamo incontro nella vita di tutti i giorni, si tratta di una soglia bassissima. Tanto per fare un paio di esempi, la probabilità di essere colpiti da un fulmine è 130.000 volte maggiore, mentre quella di rimanere vittima di un incidente domestico, nei paesi sviluppati, è addirittura più grande di 3 milioni di volte.

Ad oggi, in più di 60 anni di attività spaziali, nessuno è mai rimasto ferito per il rientro incontrollato di un oggetto artificiale dall’orbita terrestre. Tenendo bene a mente le statistiche diffuse dal CNR, non desta alcuna preoccupazione il fatto che una parte dell'Italia è potenzialmente a rischio, quella che si trova tra i 44 gradi di latitudine sud e i 44 gradi di latitudine nord, vale a dire il Sud del Paese. Anche in questo caso, però, è doveroso precisare che

Tenendo conto della distribuzione degli oceani e delle terre emerse, e dell’inclinazione dell’orbita rispetto all’equatore, se i detriti di distribuissero su un arco di 800 km, la probabilità a priori che cadano tutti in mare è del 62%. Ma se i detriti si disperdessero su un arco di 2000 km, la probabilità che nessuno di essi precipiti sulla terraferma scenderebbe al di sotto del 50%. Quanto infine alla probabilità a priori che il rientro avvenga nella fascia di latitudine compresa tra i 35 e i 43 gradi nord, essa si aggira intorno al 18%.

Al momento non è possibile prevedere con precisione nemmeno l'orario o il giorno del rientro, ma secondo gli ultimi calcoli questo dovrebbe avvenire il 1° aprile o comunque nel fine settimana di Pasqua.

Per tutti i dettagli vi invitiamo a leggere il documento integrale diffuso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche il documento del CNR.

A Long March 2F rocket carrying the country's first unmanned space module Tiangong-1 is seen at the Jiuquan Satellite Launch Center on September 28, 2011 in Jiuquan, Gansu Province of China. Tiangong-1 will be launched at 21:19 (Beijing time) on September 29, 2011.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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