Hotel Rigopiano, turismo macabro sul luogo della tragedia a Pasquetta

Almeno 30 persone sarebbero state identificate dalle forze dell'ordine.

È passato poco più di anno dalla tragedia all’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, costata la vita a 29 persone che si trovavano nella struttura nel momento in cui è stata travolta dalla valanga, e nonostante l'area in cui si trovano le maceria sia stata recintata ormai mesi fa, il giorno di Pasquetta sono stati tanti i curiosi che si sono recati lì per curiosare, scattare foto e portare via qualche maceria.

A denunciare questa nuova ondata di turismo macabro sono stati proprio i familiari di alcune delle vittime, che una volta giunti sul posto per dedicare qualche preghiera ai propri cari si sono trovati davanti decine di auto parcheggiate e numerose persone impegnate a curiosare tra i resti dell'hotel.

Gianluca Tanda, fratello di Marco, il giovane pilota di aerei deceduto nell'hotel, ha riferito l'accaduto al Corriere Della Sera:

Quando sono arrivati i carabinieri sono scappati. Ma ne hanno identificati trenta. Spero che per loro scattino pene esemplari. Il turismo sciacallo deve finire, a Farindola come ad Amatrice, come in tutti i luoghi in cui ci sono state vittime. [...] La rete non esiste quasi più. È facile entrare. E loro sono andati dove non entriamo neanche noi. Per rispetto dei nostri cari. Ma anche per rispetto delle indagini. Lì sotto ci sono ancora prove cruciali. Telefonini mai ritrovati, telecamere che potrebbero aiutare a capire la verità.

Anche il quotidiano Il Pescara ha reso conto dell'accaduto e precisato che il Comitato Vittime, costituito proprio dai parenti delle vittime di quella tragedia, presenterà un esposto nei confronti della ditta incaricata della gestione della bonifica del sito.

La bonifica, ad oggi, non è ancora iniziata a causa di motivi burocratici e l'area, che in teoria dovrebbe essere presidiata, era priva di controlli durante il periodo di Pasqua.

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