Tap, nuove contestazioni: un attivista in Questura, due agenti lievemente feriti

Un attivista ritenuto responsabile dell'incendio di un cassonetto. I due agenti colpiti da pietre.

No Tap

Nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 aprile 2018 si sono verificati degli scontri tra la polizia e gli attivisti No Tap lungo la strada provinciale 145 che collega Legge a Melendugno. Gli scontri sono la conseguenza del tentativo, da parte degli attivisti, di bloccare la strada per non far passare i mezzi Tap diretti verso il cantiere di San Basilio.

Già lunedì scorso, 9 aprile, gli attivisti ambientalisti hanno provato a bloccare i lavoro per il gasdotto della Trans Adriatic Pipeline e ci sono stati degli scontri con il ferimento di uno di loro, colpito perché stava riprendendo con lo smartphone, mentre un carabiniere è stato atterrato con un calcio.

Stanotte, invece, una ventina di attivisti ha provato a bloccare la provinciale 145 con dei blocchi di tufo e ha bruciato un cassonetto della spazzatura. Uno di loro, ritenuto responsabile dell'incendio del cassonetto, è stato portato in Questura a Lecce. Quando la polizia è intervenuta per sfollare i manifestanti, però, questi ultimi hanno cominciato a lanciare delle pietre e due agenti sono rimasti lievemente feriti.

Gli agenti dei reparti mobili sono comunque riusciti a sgomberare la strada e così i mezzi Tap sono potuti arrivare al cantiere di San Basilio per scaricare il materiale necessario a portare avanti i lavori di realizzazione del gasdotto che dall'Azerbaijan arriverà in Salento, a Melendugno.

Intanto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è stato contestato a Lecce, al Festival del Cinema Europeo, dove ha assistito alla proiezione del documentario "Mena" di Maria Cristina Fraddosio, che parla proprio della lotta della popolazione locale contro la Tap. A chi gli urlava "Buuuuu" e "Vergogna", Emiliano ha risposto:

"Non posso venirvi a dire cose diverse da quelle che sono nel programma di governo della Regione Puglia. La regione quel gasdotto lo vuole, come ho detto anche oggi, a Taranto lo aspettano, serve per la decarbonizzazione dell'Ilva, ma non lo vuole a Melendugno. Si può quindi realizzare una comunità d'intenti, perché salvare Melendugno e San Foca è uno scopo primario per noi, anche per consentire alle popolazioni residenti di decidere il destino del proprio territorio"

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