Renato Vallanzasca resta in carcere

Sta scontando quattro ergastoli e 296 anni di carcere a Bollate.

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Niente libertà condizionale o semilibertà per Renato Vallanzasca. Il tribunale di sorveglianza di Milano rigetta la valutazione della direzione del carcere di Bollate, dove il bel Renè è detenuto. Secondo la squadra di osservazione del penitenziario Vallanzasca aveva raggiunto un "adeguato livello di ravvedimento" dopo 40 anni di carcere.

Vallanzasca torna a chiedere la libertà vigilata

17 aprile 2018

Sta scontando quattro ergastoli e 296 anni di carcere, ma lo storico boss della malavita milanese, Renato Vallanzasca, potrebbe tornare in libertà. O meglio, libertà vigilata. È quanto ha proposto al Tribunale di Sorveglianza la squadra di osservazione del carcere di Bollate in cui si trova chiuso Vallanzasca.

Il criminale, infatti, secondo gli osservatori avrebbe avuto un "cambiamento profondo, intellettuale ed emotivo. Non potrebbe progredire con altra detenzione e si ritiene che possa essere ammesso alla liberazione condizionale". Vallanzasca, a dirla tutta, aveva già goduto della semilibertà nell'ottobre 2013, ma qualche settimana dopo fu sorpreso mentre tentava di rubare merce di poco valore in un supermercato di Milano.

Quel fatto gli costò il ritorno al regime carcerario e una condanna a 10 mesi di carcere per tentata rapina impropria. Ora, a distanza di quattro anni e a pochi mesi dall'aggressione ai danni di un agente proprio a Bollate, la difesa di Vallanzasca è tornata alla carica, forte anche della relazione dell'equipe di osservazione, che propende per il ritorno in semilibertà di una delle figure criminali più attive e violente dell'Italia degli anni '70-80.

La decisione spetta comunque al Tribunale di Sorveglianza.

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