Morte di Giuseppe Di Matteo, il boss: "Fecero bene a scioglierlo nell'acido"

Emerge dalle intercettazioni di uno dei boss arrestati stanotte.

Morte di Giuseppe Di Matteo

Dalle intercettazioni raccolte nell'ambito delle indagini che stanotte hanno condotto all'arresto di 21 boss della rete di Matteo Messina Denaro emergono delle frasi agghiaccianti pronunciata uno dei boss finito in manette:

"Allora ha sciolto a quello nell'acido, non ha fatto bene? Ha fatto bene. Se la stirpe è quella... suo padre perché ha cantato? Ha rovinato mezza Palermo quello... allora perfetto"

E il suo interlocutore, un altro mafioso, aggiunge:

"Il bambino è giusto che non si tocca però aspetta un minuto... perché se no a due giorni lo poteva sciogliere... settecento giorni sono due anni... tu perché non ritrattavi tutte cose? Se tenevi a tuo figlio, allora sei tu che non ci tenevi"

E nel botta e risposta il primo aggiunge:

"Giusto! Perfetto! E allora... fuori dai c***ni. Dice: 'Io sono in una zona segreta, sono protetto, non mi possono fare niente'... sì a te... però ricordati c***ne che una persona la puoi ammazzare una volta, ma la puoi far soffrire un mare di volte"

Dai dettagli si capisce che i due boss si stanno riferendo alla vicenda di Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, rapito quando aveva 13 anni e ucciso a 15 anni, sciolto nell'acido, dopo 779 giorni di prigionia. L'obiettivo del rapimento era di convincere il padre a ritrattare tutto. La conversazione intercettata è molto recente, del 19 novembre 2017.

La vicenda di Giuseppe Di Matteo è stata raccontata in un film uscito a maggio 2017, Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, una co-produzione italo-franco-svizzera. Il ragazzino fu ucciso nel 1996 dagli uomini di Brusca.

La foto è tratta dal film Sicilian Ghost Story

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