MPS: Profumo e Viola rinviati a giudizio

L'ex presidente Profumo fa sapere: "Sono sorpreso ma confermo con determinazione di essere sereno per le scelte fatte in MPS".

viola e profumo

Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex amministratore delegato di MPS (Monte dei Paschi di Siena), sono stati rinviati a giudizio per aggiotaggio e falso in bilancio dal gup di Milano in uno dei procedimenti in corso relativi all’istituto bancario senese.

Le accuse a carico di Profumo e Viola sono relative alla contabilizzazione di prodotti finanziaria derivati, tra il 2011 e il 2014, i famigerati Santorini e Alexandria. Secondo la procura le colpe sono da attribuire alla precedente gestione: Viola e Profumo per i pm avrebbero agito insomma senza nessuna volontà di falsificare i conti, di nascondere le perdite o di truffare il mercato.

Per la pubblica accusa gli ex manager avevano fornito negli allegati ai bilanci tutte le informazioni relative agli effetti della contabilizzazione a saldi chiusi quindi senza nessun intento di ingannare il mercato, anzi mettendo gli operatori a conoscenza dei problemi di MPS sui bilanci e seguendo le disposizioni delle autorità in materia, Consob e Bankitalia.

Il gup Alessandra Del Corvo ha invece respinto le osservazioni di pm e avvocati difensori accogliendo le richieste delle parti civili, cioè circa 200 azionisti di MPS. Già nel 2017 il gip Livio Cristofano aveva respinto la richiesta di archiviazione per i due ex vertici dell’istituto bancario senese ordinando l'imputazione coatta.

Il processo comincerà il 17 luglio. Profumo, attuale ad di Leonardo ed ex presidente anche di Unicredit, fa sapere di essere "sorpreso" ma conferma

"con determinazione di essere sereno per le scelte fatte in Mps. Dimostreremo di aver sempre operato correttamente nell'interesse dell'istituto e dei suoi azionisti, peraltro in stretta collaborazione con Banca d'Italia e Consob, e riconfermo la mia totale fiducia nella magistratura".

Rinviati a giudizio nel medesimo procedimento anche l'ex presidente del collegio sindacale di Monte dei Paschi Paolo Salvadori, soltanto per falso in bilancio, l’accusa di aggiotaggio è caduta, e MPS stessa per la responsabilità degli enti per i reati commessi dai dipendenti.

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