Processo Uva: assolti in appello tutti gli imputati perché "il fatto non sussiste"

Giuseppe Uva

La Corte d'Assise e d'Appello di Milano oggi si è espressa sul caso di Giuseppe Uva, morto dieci anni fa (giugno 2008) dopo essere stato fermato da due carabinieri mentre cercava di sposare delle transenne nel centro di Varese e portato in caserma e poi con un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) all'ospedale di Circolo di Varese, dove morì la mattina dopo per arresto cardiaco.

I giudici hanno assolto tutti gli imputati, sei poliziotti e due carabinieri, perché il fatto non sussiste, quindi con una assoluzione più piena rispetto al primo grado quando furono assolti perché il fatto non costituiva reato.

Gli otto imputati assolti sono: i carabinieri Paolo Righetto e Stefano Dal Bosco, e i poliziotti Vito Capuano, Luigi Empirio, Pierfrancesco Colucci, Francesco Focarelli Barone, Bruno Belisario, Gioacchino Rubino.
Il procuratore generale Massimo Gaballo aveva chiesto 13 anni per i due carabinieri e 10 anni e mezzo per i sei poliziotti per sequestro di persona e omicidio preterintenzionale, ritenendo che la morte di Uva fosse conseguenza delle condotte illecite degli imputati combinate a una sua patologia cardiaca.

Il Pg ha ricordato come uno dei carabinieri disse a Uva: "Giuseppe proprio te cercavo". Secondo l'accusa i due carabinieri volevano dare una lezione all'operaio 43enne, che si sarebbe vantando di una presunta relazione con la moglie di uno dei due. Invece i difensori hanno detto che non ci fu alcuna violenza e che l'accusa è stata "gonfiata" perché il caso è diventato mediatico.

La sorella della vittima, Lucia Uva, ai microfoni di Rainews 24, ha detto:

"Non c'è alcuna amarezza, da parte mia dico: abbiamo vinto. Per il fatto che in 10 anni di processo non abbiamo mai avuto Pm dalla nostra parte, ma il Pg è stato dalla nostra parte questa volta. Da quanto la procura generale ha impugnato la sentenza per me è già stata una vittoria. Questi 10 anni me li riprenderò. Non volevo una condanna per vendetta, perché io non odio e non ho mai odiato le forze dell'ordine. Io volevo che quelle persone difendessero mio fratello, Spero solo che facciano buon uso di questa sentenza e che non lo facciano mai più. Fino alla fine dei miei giorni dirò e continuerò a ripetere che mio fratello è stato picchiato in quella caserma"

Poi ha aggiunto:

"Il brutto è che in questi processi anche i parenti dei morti vengono processati. In questo processo non è stato processato Uva Giuseppe, ma è stata processata Uva Lucia"

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