Punta Perotti, Italia condannata da Corte Ue per aver abbattuto l'ecomostro

punta_perotti-italia condannata

Punta Perotti non si doveva abbattere. A sostenerlo la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo secondo cui le autorità italiane non dovevano confiscare i terreni sui cui era nata la costruzione abusiva che si affacciava sul lungomare di Bari, un vero ecomostro, senza la previa condanna definitiva dei responsabili. Senza confisca non sarebbe stata possibile la demolizione.

Secondi i giudici europei è stata violato il diritto al rispetto della proprietà privata e la misura della confisca attuata nei confronti delle quattro società e di una persona fisica è stata sproporzionata. La Corte si è riservata di decidere più in là sull'ammontare del risarcimento che le autorità italiane dovranno predisporre, la sentenza infatti non è appellabile. Governo e ricorrenti entro tre mesi potranno comunque raggiungere un accordo sulla cifra del risarcimento.

Il complesso immobiliare di Punta Perotti fu demolito nel 2006, già nel 2012 la Corte di Strasburgo aveva avuto il medesimo orientamento. "Si tratta di una sentenza uguale a quella del 2012 con cui già la Corte europea dei diritti dell'uomo aveva condannato lo Stato italiano a risarcire con 49 milioni di euro la società che aveva realizzato il complesso edilizio sul lungomare di Bari" spiega oggi l'ingegnere Michele Matarrese, ai vertici del gruppo proprietario della lottizzazione di Punta Perotti.

"Evidentemente qualche altro proprietario avrà presentato ricorso, così è arrivata la sentenza bis, ma non mi meraviglio perché quello era stato già l'orientamento della Corte sei anni fa" ha aggiunto Matarrese.

La sentenza emessa oggi dalla Corte europea dei diritti umani riguarda anche altri casi analoghi a Punta Perotti: il Golfo degli Aranci, in provincia di Olbia, e Testa di Cane e Fiumarella di Pellaro, a Reggio Calabria.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO