Cento migranti dispersi in naufragio al largo della Libia. Msf: "governi Ue costringono a morire in mare"

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16.15 - La Guardia costiera libica che ha effettuato i soccorsi ha spiegato che il naufragio di oggi, con un bilancio provvisorio di 100 dispersi e 16 sopravvissuti, è avvenuto a 6 km dalla costa, a est di Tripoli. Tra le vittime tre bambini, i cui corpi sono stati recuperati in mare. Intanto Medici senza frontiere accusa: "Ci bloccano e ci impediscono di svolgere il lavoro che i governi non riescono a fare, gli esecutivi europei devono ritrovare il buon senso e mettere fine alle politiche che costringono le persone a rimanere intrappolate in Libia o a morire in mare".

Sarebbero almeno 100 migranti dispersi nell'ultimo tragico naufragio avvenuto al largo della Libia oggi: il barcone su cui viaggiavano si è rovesciato a est di Tripoli secondo quanto comunicato dalla guardia costiera libica e rilanciato dai media arabi.

Al Jazeera su Twitter spiega che 14 persone sono state salvate.

Intanto stamattina il ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato a ribadire che l’Italia non aprirà più i suoi porti alle navi delle Ong, né per lo sbarco né per il rifornimento. Salvini spiega che "l’Italia torna a contare in Europa" e aspetta di leggere il testo dell’accordo raggiunto oggi al vertice europeo sul tema dei migranti:

"la svolta epocale è che una volta tanto l'Europa ha discusso documenti bisogni e richieste italiane, con i governi passati eravamo noi a inseguire gli altri (..) Per intanto, per quello che è di competenza del mio ministero, ma ho sentito anche il ministro delle infrastrutture Toninelli, anche noi emaneremo una circolare che chiude i nostri porti non solo allo sbarco, ma anche alle attività di rifornimento delle ONG che sono organismi che spesso sono al di fuori della legge e che sono indesiderati nei porti italiani"

ha detto Salvini.

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