Niccolò Bettarini salvo grazie a un amico: il racconto dell'aggressione

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Niccolò Bettarini è salvo grazie al provvidenziale intervento degli amici, in particolare di uno. Il figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura è stato accoltellato per ben undici volte nella notte tra sabato e domenica scorsi fuori da una discoteca di Milano.

Gli aggressori dopo averlo riconosciuto mentre cercava di sedare una lite hanno "cercato di ucciderlo" scrive il scrive il gip di Milano Stefania Pepe nell'ordinanza di custodia cautelare che ha mandato in carcere quattro giovani di età compresa tra 23 e 29 anni, presunti autori dell’aggressione.

Niccolò è vivo "per motivi indipendenti dalla volontà dei quattro giovani fermati e in particolare per l'intervento di alcuni degli amici (...) accorsi in suo soccorso".




Nell’ordinanza del gip c’è anche la ricostruzione dei fatti del diretto interessato: la fidanzata "a gran voce" gli ha urlato che un suo amico "stava litigando con alcuni ragazzi" quindi Niccolò è "arrivato vicino" al gruppetto in lite quando uno dei presenti si è sganciato per andare nella sua direzione: "mi sono trovato immediatamente in mezzo a più di dieci persone e non ho capito più nulla".

"Sono in grado di riconoscere le persone che ho descritto, anche se non li avevo mai visti in precedenza" ha chiarito Niccolò. Nei primi momenti dell'aggressione "credo di aver sentito una voce che mi diceva "ti ho riconosciuto, sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo" si legge ancora nell’ordinanza.

Ai quattro presunti responsabili è stata contestata l’aggravante dell'aver agito per motivi futili e abietti, in quanto discriminatori ("Sei il figlio di Bettarini..."). Anche la fidanzata di Niccolò è stata aggredita quando ha cercato di soccorrerlo mentre un amico gli "ha tamponato le ferite con la sua maglietta" ha sottolineato il gip nell’ordinanza di custodia cautelare.

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