Arrestato maresciallo carabinieri forestali già consulente del Ministero: favori a imprese vicine a clan di 'ndrangheta l'accusa

La Dda di Catanzaro arresta il maresciallo Carmine Greco, già consulente del ministero dell'Ambiente e comandante della stazione Cava di Melis di Longobucco

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Sconcerto a Longobucco (Cosenza) per l'arresto di un maresciallo dei carabinieri forestali che secondo l'accusa avrebbe favorito un clan di ʼndrangheta crotonese con interessi nel patrimonio boschivo della Sila.

Carmine Greco, questo il nome del comandante della stazione Cava di Melis di Longobucco arrestato con l'accusa di associazione mafiosa, è stato anche consulente del Ministero dell'Ambiente per i parchi nazionali, ai tempi di Corrado Clini (governo Monti). Le indagini che hanno portato all'arresto del maresciallo Carmine Greco sono state condotte dai carabinieri del Noe di Catanzaro.

Secondo gli investigatori il maresciallo dei carabinieri forestali avrebbe agevolato delle imprese del settore boschivo che sarebbero vicine alla cosca Farao-Marincola di Cirò Marina, di recente duramente colpita dall'operazione "Stige" della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Sempre secondo le accuse, tutte da riscontrare, il maresciallo si sarebbe speso anche nella manipolazione di alcune prove nell'ambito di una indagine che aveva portato agli arresti di un dirigente dell'azienda Calabria Verde e di un professionista.

L'ordinanza di custodia cautelare a carico del maresciallo dei Cc-forestali è stata emessa dal gip di Catanzaro dietro richiesta del procuratore Nicola Gratteri e dei sostituti procuratori della Dda Domenico Guarascio e Paolo Sirleo.

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