Palermo, sequestrato un campo rom: "Pericoloso per la salute di chi ci vive"

Aperta un'inchiesta sulle responsabilità dei funzionari comunali.

Campo Rom Favorita

Il campo rom del parco della Favorita a Palermo, in viale del Fante 27, è stato posto sotto sequestro preventivo su decisione del giudice per le indagini preliminari Walter Turturici, che ha accolto la richiesta della procura che sta indagando sull'occupazione abusiva di un'area che è sottoposta a vincolo paesaggistico. Gli inquirenti stanno indagando anche sulle presunte responsabilità di funzionari del Comune che avrebbero permesso la permanenza dei rom, fornendo anche silos per l'acqua e bidoni per la spazzatura e avrebbero omesso di prendere una decisione definitiva circa lo smantellamento del campo che, secondo il gip, è pericoloso per la salute, l'igiene e la sicurezza pubblica.

Ci sono anche dei fili dell'impianto di illuminazione fuori norma che potrebbero provocare delle scosse elettriche. Insomma, il magistrato ha sottolineato come i rom che erano accampati lì erano i primi a essere in grave pericolo. Attualmente il fascicolo è a carico di ignoti, ma il giudice potrebbe accusare l'amministrazione comunale di omissione di atti d'ufficio. Il gap, infatti, sostiene che "i funzionari del Comune hanno tacitamente e indebitamente rifiutato di adottare quei provvedimenti che, per ragioni di sicurezza pubblica, igiene o sanità sarebbero stati necessari e urgenti".

Fin dal 1999, anno in cui fu emessa un'ordinanza da parte del sindaco per provvedere alla grave situazione igienico-sanitaria, sono state segnalate a più riprese situazioni pericolose in quel campo, ma non sono mai stati adottati provvedimenti. Nel febbraio 2017 i carabinieri hanno fatto un sopralluogo al quale è seguita una richiesta di demolizione. È emersa anche la presenza di una discarica abusiva con cumuli di rifiuti che vengono periodicamente bruciati.

L'attuale sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alla Cittadinanza solidale Giuseppe Mattina hanno commentato dicendo che il provvedimento del gip conferma la necessità e l'urgenza di attuare il progetto per la definitiva dismissione del campo attraverso la ricollocazione dei suoi abitanti e l'intensificazione dei percorsi di integrazione. Tale progetto è già inserito e finanziato con il Pon Metro.

Il sindaco e l'assessore hanno anche spiegato:

"Quello del definitivo abbandono del campo è peraltro un obiettivo che la stessa comunità rom di Palermo si è dato, come confermato anche recentemente negli incontri avuti con l'amministrazione comunale. L'amministrazione chiederà di poter rendere immediatamente disponibili le somme previste per questa specifica azione del Pon Metro, attualmente programmate per il 2019"

Nell'area di circa 60mila metri quadri posta sotto sequestro vivevano circa 100 rom suddivisi in 27 famiglie e in 48 baracche. Il campo ha cominciato a formarsi nel 1990, quando sono arrivati cittadini dell'ex Jugoslavia. L'area ora è stata affidata al comandante della Polizia municipale.

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