Malasanità in Molise, la Tac non funziona: muore 47enne

La Ministra Grillo ha inviato gli ispettori per accertare i fatti

Foto Macchinario Tac

Un uomo di 47 anni, giovane padre di famiglia, è morto martedì sera presso l'Ospedale di San Giovanni Rotondo (in Puglia) durante un intervento chirurgico reso necessario da un aneurisma cerebrale. Nella giornata di martedì l'uomo ha accusato un forte mal di testa, che l'ha indotto a chiamare il 118. L'ambulanza è arrivata a Larino, dove l'uomo risiedeva, e l'ha quindi trasportato presso l'Ospedale San Timoteo di Termoli, distante 24km.

Incredibilmente, però, gli operatori del 118 non sapevano che nell'Ospedale San Timoteo l'unica Tac fosse inutilizzabile perché in manutenzione programmata; una situazione semplicemente inaccettabile. Questa sosta ha fatto perdere tempo prezioso ed altro ancora è stato perso con il trasporto verso l'Ospedale di San Giovanni Rotondo - distante 121km - disposto con l'utilizzo di un'autoambulanza e non con l'elisoccorso che avrebbe regalato ben altre chance di sopravvivenza. Perché non è stato utilizzato l'elisoccorso? Forse perché non esisteva una diagnosi in grado di accertare la gravità della situazione? E ancora: questo uomo è dunque morto perché non esisteva una pezza d'appoggio che giustificasse un trasporto straordinario (e costoso)?

Nell'ambito di una riorganizzazione a livello regionale è stata recentemente disposta la chiusura dei centri di primo intervento di Larino (dove l'uomo era residente) e Venafro. Questa necessità di "razionalizzare i costi" potrebbe anche essere corretta, ma è inaccettabile che il taglio coincida con l'impossibilità di far fronte alle emergenze. Prima di chiudere un centro di primo intervento le autorità regionali avrebbero dovuto potenziare l'Ospedale di Termoli e, soprattutto, investire sul Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza Medica (il 118) per consentire, ad esempio, il rapido trasporto di pazienti che richiedono cure complesse.

C'è anche un altro fatto fondamentale da tenere in considerazione. Anche se la Tac dell'Ospedale di Termoli non fosse stata in manutenzione, la diagnosi tempestiva non avrebbe permesso di agire in loco perché al San Timoteo non esiste un reparto di neurochirurgia. Così come non esiste più neanche al Cardarelli di Campobasso, dove è stato recentemente chiuso sempre per "razionalizzare i costi".

Allo stesso modo un reparto specifico non esiste neanche presso l'Ospedale Ferdinando Veneziale di Isernia. La situazione è dunque questa: una regione con 300mila abitanti risulta totalmente scoperta. L'unica struttura che si occupa di neurochirurgia in Molise è il Neuromed di Pozzilli, un'eccellenza privata (convenzionata) che dista però 1 ora di macchina da Campobasso (ed anche da Larino). Non si può morire in Molise per un problema medico che sarebbe stato potenzialmente risolvibile con una diagnosi tempestiva in altri luoghi del Paese.

La Ministra Grillo ha annunciato di voler approfondire la vicenda:

"Data la tragica morte del cittadino molisano di 47 anni, deceduto ieri sera per aneurisma cerebrale nell'ospedale pugliese di S. Giovanni Rotondo, dopo un’odissea di altri due ricoveri a vuoto sul territorio per l’assenza di una Tac, ho deciso di inviare una task force in Molise per accertamenti.

La task force di esperti del Ministero, coadiuvata dai Nas, resterà in Molise il tempo necessario ad acquisire documenti, atti e ogni elemento utile a fare completa chiarezza rispetto all'accaduto. L’episodio servirà a fare luce sul percorso di cura in ambito neurologico in Molise. Occorre infatti accertare le inefficienze organizzative, le eventuali responsabilità personali degli operatori, ma anche gli eventuali errori causati da cattiva programmazione della politica regionale.

Voglio andare rapidamente a fondo su questa vicenda. Non è possibile morire per cattiva organizzazione e sostanziale mancanza di assistenza. Tanto più in una Regione, il Molise, dove le fallimentari gestioni del passato non sono alle spalle.

Desidero inoltre, esprimere la mia vicinanza ai familiari dell’uomo scomparso."

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