Benevento, in carcere per pedofilia: esce con un permesso e viene ucciso

Il 45enne, condannato nel 2009, è stato ucciso ieri sera nella sua casa a Frasso Telesino

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Ieri sera a Frasso Telesino, piccolo centro del beneventano, un uomo di 45 anni è stato ucciso a colpi di pistola in casa sua. Giuseppe Matarazzo, questo il suo nome, era tornato a casa da un paio di giorni grazie ad un breve permesso ottenuto per decisione del tribunale di sorveglianza. Dal marzo 2009, infatti, l'uomo si trovava in carcere; arrestato con le accuse di violenza sessuale ai danni di una minorenne e istigazione al suicidio. Successivamente è stato condannato ad 11 anni e sei mesi di reclusione per il solo reato di violenza sessuale.

Quando i carabinieri lo arrestarono stavano indagando sul suicidio di Michela Iorillo, una ragazza di 16 anni vicina di casa dell'uomo. Gli inquirenti arrivarono a Matarazzo grazie alle ammissioni delle amiche della ragazza che raccontarono una storia di abusi. La giovane quando aveva meno di 14 anni si era infatuata del vicino di casa, un pastore come suo padre; questi aveva approfittato della situazione e per due anni aveva abusato di lei. Le indagini, inoltre, accertarono che, negli anni precedenti, prima di Michela, l'uomo aveva violentato anche sua sorella.

I carabinieri adesso stanno indagando sull'omicidio di Matarazzo e, ovviamente, l'ipotesi più accreditata è quella che qualcuno abbia deciso di ucciderlo perché non soddisfatto dalla pena ad 11 anni e 6 mesi alla quale venne condannato. I militari trovano infatti molto improbabile che Matarazzo possa essersi fatto dei nemici in questi pochi giorni trascorsi fuori dal carcere. Decisamente più credibile, invece, la pista che ricollega questo omicidio ai reati commessi dallo stesso Matarazzo ai danni di due giovani ragazze, una delle quali morta suicida.

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