L'autista di Mastrogiacomo e il video della decapitazione sul Tg1

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Da un po' di tempo non eravamo più abituati a vedere in tv filmati dei tagliagole. Ieri sera invece il Tg1 ha trasmesso un nuovo video shock che documenta il processo improvvisato dai talebani ai tre sequestrati (nel video compare anche Mastrogiacomo, bendato e inginocchiato con un fucile puntato alla testa), uno dei quali, Sayed Agha, viene condannato a morte e decapitato.

Il filmato, che potete vedere qui, si interrompe nel momento in cui Sayed viene spinto a terra. Il coltello è già in mano al boia. Un fermo immagine di qualche secondo che lascia immaginare cosa avverrà a breve. Un'esecuzione bloccata poco prima della decapitazione.

Un filmato che se anche non integrale getta nello sconforto. Anche perchè, con tutta probabilità, l'autista capiva bene cosa stessero dicendo i talebani poco prima di ucciderlo, e, bendato, ha solo atteso che qualcuno gli poggiasse un coltello al collo. Impressionante.  

Si discute ancora una volta sull'opportunità di mandare in onda immagini come queste. Avere in mano un video inviato dai tagliagole ormai è motivo di scoop. I terroristi lo sanno e lo inviano volentieri, puntando sul vorace bisogno della stampa di avere materiale esclusivo. E proprio nel momento in cui si manda in onda il filmato ecco che il tagliagole, immaginiamo sia proprio così, è lì a gioire. Ha ottenuto ciò che voleva.

Già, ma un organo di informazione è tenuto ad informare. Come comportarsi allora in questi casi? Fare il gioco dei terroristi e mandare in onda il filmato o rifiutarsi categoricamente di prestarsi ad operazioni di "comunicazione terroristica"?

Un dilemma che ci attanaglia. Già dai tempi della decapitazione di Daniel Perl.

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