Messina: arrestati politici, imprenditori e faccendieri. Avevano creato un comitato d'affari

L'operazione della Dia si chiama "Terzo livello".

Arresti a Messina

Costituivano un vero e proprio comitato d'affari che da anni gestiva la cosa pubblica a Messina, ora la Dia li ha smascherati e da stamattina presto sta eseguendo una lunga serie di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di politici, imprenditori, faccendieri ed esponenti della criminalità locale. Sono in corso anche sequestri di imprese e beni immobili per un valore che per ora non è stato ancora quantificato con esattezza, ma di certo si aggira intorno a svariati milioni di euro.

Tra gli indagati c'è anche Emilia Barrile, ex presidente del Consiglio comunale della città dello Stretto, che prima faceva parte del Centrosinistra, poi è passata al Centrodestra e fine ha fatto parte di una lista civica, chiamata i Leali, risultando la più votata alle ultime elezioni comunali con 2800 preferenze, anche se la sua lista non ha superato lo sbarramento del 5% e così lei non è potuta tornare al Consiglio Comunale. Adesso è agli arresti domiciliari con le accuse di associazione a delinquere, abuso d'ufficio, atti contrari a doveri ufficio e violazione dei doveri di imparzialità nei confronti della pubblica amministrazione.

Dei 13 provvedimenti cautelari per ora uno è un arresto in carcere, dieci ai domiciliari e due sono misure inerdittive. Tra gli imprenditori indagati c'è Antonio Fiorino, che lavora nell'ambito della grande distribuzione. L'operazione "Terzo livello" è stata condotta dalla Dia di Messina con il centro operativo di Catania e ai centri e sezioni di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Roma, Caltanissetta, Catanzaro e Agrigento.

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