Caso Scieri, svolta nelle indagini: un arresto e due indagati

Dopo 19 anni c'è stata una svolta nelle indagini sulla morte di Emanuele Scieri

Emanuele Scieri - parà

È arrivata una svolta nelle indagini sulla morte di Emanuele Scieri, allievo parà deceduto il 13 agosto 1999. Il suo corpo senza vita venne ritrovato 3 giorni dopo il suo decesso sotto una torretta di asciugatura dei paracadute nella Caserma Gamerra di Pisa. Emanuele era un ragazzo siciliano di 26 anni, laureato in giurisprudenza e già praticante presso uno studio legale. Si trovava nella caserma Gamerra per completare il servizio obbligatorio di leva dopo aver svolto un periodo di addestramento a Firenze.

La stessa sera del suo trasferimento a Pisa, dopo essere rientrato in caserma alle 22:15 insieme all'amico Stefano, Emanuele svanì nel nulla. Nessuno lo cercò nonostante la sua assenza al contrappello delle ore 23:45. Quando venne ritrovato il suo cadavere si pensò ad un suicidio, ma l'esito dell'autopsia escluse questa ipotesi perché sul suo corpo vennero rinvenute alcune ferite incompatibili con una caduta autoindotta. La Procura di Pisa aprì un'indagine per omicidio - convinta che la morte di Scieri fosse legata ad atti di nonnismo - che però non portò a nulla perché i magistrati si trovarono di fronte ad un muro di omertà. Le indagini dimostrarono che gli atti di nonnismo ai danni di alcune reclute iniziarono già durante il trasferimento in pullman da Scandicci, che portarono ad una condanna a 6 mesi di reclusione per 4 caporali dei parà.

La richiesta di riaprire le indagini è arrivata dalla Commissione parlamentare di inchiesta istituita alla fine del 2015, che ha concluso i lavori nel dicembre 2017. I membri della Commissione, presieduta da Sofia Amoddio (PD), spiegarono nel corso di una conferenza stampa di aver raccolto nuovi elementi tali da richiedere un approfondimento da parte della Procura della Repubblica, nonostante i numerosissimi “non ricordo” e i “non so” che si sono registrati nel corso delle 60 audizioni disposte dalla Commissione.

Dalle audizioni è emerso che la caserma Gamerra fosse un luogo dedito al nonnismo e alla violenza gratuita. La Commissione ha anche sottolineato la stranezza di alcuni comportamenti messi in atto - fin dalla sera del 13 agosto quando Emanuele sparì nel nulla - da alcuni superiori - come il generale Celentano - nel tentativo, secondo la tesi della Commissione, di confondere le acque.

Oggi, a distanza di 19 anni, la Procura è arrivata ad una svolta. Le novità sono state rese note dal procuratore della Repubblica Alessandro Crini e dagli investigatori che hanno condotto le indagini, della Squadra Mobile di Firenze e della Sezione di Polizia Giudiziaria di Pisa.

Il certosino lavoro investigativo ha portato all'arresto di una persona - un ex commilitone di Scieri - per concorso in omicidio, così come altre due persone risultano indagate.

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