Genova, venti famiglie delle vittime dicono no ai funerali di Stato

I motivi sono diversi, dalla provenienza fino alla protesta.

Domani, sabato 18 agosto 2018, sarà giornata di lutto nazionale in Italia e, dalle ore 11, presso la Fiera di Genova, si svolgeranno i funerali di Stato per le vittime del crollo del ponte Morandi avvenuto il 14 agosto. Saranno presenti tutte le autorità, dai ministri del governo Conte e lo stesso Presidente del Consiglio fino alle prime tre cariche dello Stato, vale a dire il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e il Presidente della Camera Roberto Fico. Ovviamente ci saranno anche tutte le autorità locali, capeggiate dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Molte famiglie delle vittime, però, hanno deciso di rinunciare ai funerali di Stato, anche se i motivi sono molti diversi tra loro. In molti casi è una questione di "provenienza": i famigliari delle vittime che non erano di Genova hanno preferito riportare i propri cari a casa loro. È il caso, per esempio, della coppia formata da Alberto Fanfani e Marta Danisi, di Pisa, i cui funerali si sono svolti nella chiesa in cui si sarebbero dovuti sposare. Erano però presenti il sindaco di Pisa Michele Conti e l'assessore fiorentino Massimo Fratini e quest'ultimo ci ha tenuto a precisare che la famiglia Fanfani non è in polemica con il governo, ma ha fatto questa scelta per una questione di riservatezza.

Ci sono poi le vittime piemontesi, ossia Andrea Vittone, 49 anni, sua moglie Claudia Possetti, 48 anni, e i figli della donna Manuele e Camilla Bellasio, di 16 e 12 anni, i cui funerali si svolgeranno domani pomeriggio a Pinerolo, mentre Alessandro Robotti e la moglie Giovanna Bottaro sono stati riportati nella loro Arquata Scrivia e i funerali si terranno domani mattina. Anche per alcune vittime della provincia di Genova, come Elisa Bozzo di Bufala e Francesco Bello di Sera Riccò, i funerali saranno a casa propria, mentre i il peruviano Carlos Jesus e la fidanza Erano Trujillo saranno ricordati in provincia di Arezzo.

Il padre di Roberto Battiloro, uno dei ragazzi di Torre del Greco, ha scritto sui social: "Mio figlio non diventerà un numero nell'elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane" e i suoi funerali sono stati celebrati oggi pomeriggio.

Massimiliano Moretti parroco della parrocchia Nostra Signora Assunta ai microfoni di Rainews24 ha detto:

"Qualcuno era straniero, qualcun altro ha avuto bisogno di avere più famigliari intorno, ma in altri casi c'è anche una disaffezione alla politica, qualcuno ha manifestato un distacco, perché sentiamo una campagna elettorale quotidiana, un'aggressione reciproca. Noi come parroci, che abbiamo tutti i giorni persone da ascoltare, crediamo che la gente abbia bisogno non di proclami, di tweet o post su Facebook, ma di qualcuno che si rimbocchi le maniche e convenga su quanto c'è da fare per ottenere tutto il bene possibile"

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