Macedonia, famiglia residente in Friuli sterminata nel sonno. Ha confessato la figlia maggiore

Macedoni d'origine, erano tornati in patria per un matrimonio.

Famiglia uccisa in Macedonia nel sonno

Lunedì 3 settembre 2018 - Secondo quanto riportato dall'Ansa, Amir Findo, un nipote della coppia di macedoni residenti in Friuli uccisi, insieme alla loro figlia minore, la scorsa settimana in patria, sarebbe stata la figlia maggiore, Blerta, di 25 anni, a sterminare la propria famiglia.
Amir Findo, che abita a Cordignano, in provincia di Treviso, ha raccontato che ci sarebbero numerose prove a carico di sua cugina 25enne e anche il ministero dell'Interno macedone ha rivelato che c'è il ragionevole sospetto che sia stata la ragazza a uccidere i genitori e la sorellina di 14 anni, con la complicità di altre due persone.
Secondo alcuni media macedoni, la ragazza avrebbe ideato il triplice omicidio, lo avrebbe compiuto e sarebbe poi tornata subito in Italia con un'altra sorella, poi, per mascherare il gesto, si sarebbe recata nuovamente a Debar, ma lì è stata arrestata e, una volta in carcere, avrebbe confessato.

Macedonia, sterminata nel sonno una famiglia residente in Friuli

Mercoledì 29 agosto 2018 - A Debar, un piccolo centro della Macedonia che si trova proprio al confine con l'Albania, una famiglia composta da madre, padre e figlia adolescente, di etnia albanese, è stata uccisa nel sonno nella propria abitazione.

Amid Pocesta, di 55 anni, la moglie Nazmije, 53 anni, e la figlia Anila, di 14 anni, hanno perso la vita a causa dei colpi di pistola che gli sono stati sparati contro mentre dormivano. Sono infatti stati ritrovati senza vita nelle proprie camere da letto da un parente che non riusciva a contattarli e si è preoccupato.

Secondo quanto riporta il Messaggero Veneto, la strage è stata compiuta lo scorso 27 agosto. Amid e Nazmije erano fuggiti durante la guerra e si erano rifugiati in Italia dove lui lavorava come operaio e lei, pur essendo laureata in chimica, accettava lavori come domestica.

Oltre alla figlia Anila, che era andata con loro a Debar per partecipare al matrimonio di un parente, la coppia avrebbe almeno un'altra figlia più grande, rimasta a Sacile, in provincia di Pordenone, dove la famiglia risiedeva.

I media locali scrivono che la polizia sta concentrando le sue indagini sulla cerchia dei famigliari della famiglia Pocesta e in particolare su un parente stretto con cui avevano avuto una lite per questioni di confini e di proprietà. Questo parente per ora risulta introvabile. Intanto sono state compiute varie perquisizioni.

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