Immigrato multato per aver pulito un marciapiede: non era "socialmente utile"?

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Si sente spesso dire in giro: "impieghiamo gli immigrati in lavori socialmente utili, che spazzino e puliscano le nostre città in vece di andare a zonzo senza far nulla". Eppure, quando qualcuno lo fa viene addirittura multato. È quanto accaduto a Daniel, un 29enne di origini nigeriane, che si è visto comminare dai vigili di Borgo Trento (Verona) una sanzione da 100 euro. L’immigrato si è reso colpevole di aver spazzato per qualche mese le strade del quartiere presso il quale si trovava in cambio di qualche spicciolo datogli dagli abitanti del posto. La sanzione è avvenuta in realtà in seguito alla segnalazione da parte di qualche residente che hanno lamentato da parte del ragazzo "condotte che limitavano la libera accessibilità e fruizione delle infrastrutture", ragion per cui secondo i vigili è stata inevitabile la sanzione aggravata dalla "violazione delle norme del regolamento di decoro urbano in quanto svolgeva azioni di accattonaggio".

La notizia è stata diffusa da L’Arena ed ha avviato un vero e proprio tam tam in città e sui social network: sono in tanti i cittadini che si sono mobilità per raccogliere la cifra necessaria per pagare l’ammenda. 'Sinistra in Comune' si è già mossa per chiudere al sindaco di annullare le ammende nei confronti del 29enne nigeriano "in nome del buon senso, annullare le ammende contro chi ha pulito volontariamente, dando il buon esempio, parti della nostra città". L’assessore alla sicurezza, però, non sembra essere dello stesso avviso: "Esiste un regolamento di polizia urbana e gli agenti, se chiamati a intervenire, sono obbligati a recarsi sul posto e applicare le regole, che sono uguali per tutti". Siamo sicuri che un residente del quartiere qualora si fosse prodigato ad aumentare il decoro degli spazi comuni sarebbe stato multato allo stesso modo?

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