Aggressione omofoba a Milano: fratturata la mascella a un 22enne

L'aggressione è avvenuta in pieno centro.

Aggressione omofoba Milano

Samuele Vegna, studente 22enne che frequenta la facoltà di Giurisprudenza alla Bocconi di Milano, tramite Facebook ha denunciato una brutta aggressione che ha subito quattro giorni fa e che ora ha raggiunto molto condivisioni e attestati di solidarietà.

In un lungo post il ragazzo ha raccontato che lunedì scorso, all'ora di pranzo, stava aspettando il tram a Porta Romana, ma a un certo punto uno sconosciuto, mentre era al cellulare, lo ha urtato e non si è scusato con lui. Samuele gli ha detto "Guarda dove vai" e il maleducato ha reagito in maniera più che eccessiva, infatti lo ha guardato e gli ha detto "Frocio di merda cosa vuoi?", poi ha continuato a insultarlo e gli ha addirittura sputato più volte addosso, davanti a tutti i presenti, in pieno centro a Milano. Nessuno ha reagito e così Samuele, per non avere altre rogne, ha deciso di andarsene, ma l'aggressore lo ha inseguito e gli ha detto "Ti seguo fino a casa sai!". Samuele gli ha risposto: "Guarda, io sto solo andando a lezione, tu cosa diavolo vuoi da me?", ma a questo punto l'uomo lo ha sbattuto a terra e gli ha dato due pugni in faccia e un calcio su un fianco. Samuele ha provato a difendersi e ha chiesto aiuto, sono arrivate delle persone che sono riuscite a mettere l'aggressore in fuga.

Samuele a tal proposito ha raccontato:

"Io provo a difendermi e cerco aiuto e la gente accorre ma non c’è nessun agente con il 'beneamato' taser, nessuno lo ferma nella sua fuga, nessuno si è offerto di testimoniare per me, ancora. La sua faccia resta indimenticabile. Il risultato fisico di tutto questo è come potete vedere, una faccia gonfia perché c’è una frattura scomposta della mascella per la quale dovrò essere operato e mi sarà messa una piastra di titanio che ci rimarrà per il resto della mia vita, oltre alle numerose ferite sulle ginocchia e a un grosso livido sul fianco sinistro"

Ma il danno non è solo fisico, infatti Samuele ha scritto:

"Psicologicamente cosa ho provato? All’inizio ho avuto molta, molta paura di tornare lì, lo ammetto. Paura di aspettare di nuovo il tram, a quell’orario preciso, non volevo dire nulla a nessuno, volevo far finta di essere caduto dalle scale. Il risultato è la paura che se sei omosessuale, se hai capelli tinti argento e una voce come la mia dalla quale capiscono tutto, hai paura di venir picchiato da chiunque ormai dopo un fatto del genere, se esprimi te stesso o se dici un semplice 'guarda dove vai'"

Ma è stato lui stesso a farsi forza:

"Poi ho riflettuto e penso che il mondo debba sapere. Io so di non essere solo, so che si può e si deve combattere l’omofobia. L’Italia può essere migliore, l’Italia di quelle persone che in qualche modo sono accorse e almeno lo hanno fatto fuggire con la loro presenza, è anche di questo che si ha bisogno. Il silenzio serve solo a peggiorare le cose, dentro di te e con chi ami e ti chiede perché tu stia male. L’Italia può essere migliore, il populismo con cui veniamo infettati ogni giorno da parte di certi politici che predicano razzismo e valori che esistono solo per loro, per fini di sola propaganda, non ci appartiene. L’odio non ci appartiene. Io ho deciso che tornerò a prendere il tram a quell’ora, io andrò a lezione e vivrò la mia vita nella normalità perché adesso sono più forte"

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