Bossetti, la Cassazione conferma l'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio

Bossetti era stato condannato all'ergastolo in primo grado e poi confermato in appello.

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La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha deciso di confermare l'ergastolo a Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio. Gli ermellini hanno quindi ritenuto che non fosse il caso di avviare un nuovo processo e che le decisioni prese dai giudici in primo grado e in appello siano giuste.

Processo a Bossetti: le richieste di accusa e difesa in Cassazione

Davanti alla prima sezione penale della Corte di Cassazione gli avvocati di Massimo Bossetti hanno riportato le parole del loro assistito: "Fatemi fare una volta una perizia sul Dna e scoprirete che io non c'entro". La difesa portata avanti da Claudio Salvagni e Paolo Camporini ha presentato 23 ragioni per chiedere un nuovo processo, la maggior parte delle quali relative alla formazione della prova principale, ossia il DNA.

Il sostituto Procuratore Generale Mariella De Masellis, invece, ha detto che non c'è alcun ragionevole dubbio e l'ergastolo va confermato. Ha anche detto che Bossetti "non ha avuto un moto di pietà e ha lasciato morire Yara da sola in quel campo". Inoltre è anche tornata sulla questione della calunnia ai danni di un collega e ha detto che il muratore di Mapello "ha fornito indicazioni specifiche su un individuo con cui lavorava" sviando così le indagini nei suoi confronti.

Omicidio di Yara Gambirasio: le tappe

Yara Gambirasio, giovane ginnasta nata il 21 maggio 1997 e residente a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, scomparve il 26 novembre 2010 all'uscita dal Centro Sportivo della sua città. Erano le 18:44 e doveva percorrere solo 700 metri fino a casa, ma non ci arrivò mai. L'ultima traccia è relativa al suo telefono cellulare, che alle 18:55 si agganciò a una cella di Mapello, a circa 3 km da Brembate. Il suo corpo venne ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo aperto a Chignolo d'Isola, a 10 km da Brembate, da un aeromodellista.

Sul suo corpo vennero ritrovati segni di colpi di spranga e di un trauma cranico forse dovuto al fatto che potrebbe essere stata colpita con un sasso, poi altre ferite di arma da taglio sul corpo, sei non letali, una più profonda al collo. Non sono stati trovati, invece, segni di violenza sessuale. È probabile che la ragazza sia morta per il freddo e l'indebolimento dovute alle numerose ferite, sarebbe stata lasciata lì a morire. Una morte, dunque, atroce.

Tra le varie ipotesi c'è stata anche quella di un coinvolgimento della criminalità organizzata: il giornalista Roberto Saviano ha ricordato che il padre di Yara, Fulvio Gambirasio, di professione geometra, ha testimoniato contro imprenditori collusi con la camorra e che la ragazza potrebbe essere stata rapita, ma questa circostanza è stata smentita.

Omicidio Yara Gambirasio: il DNA e la ricerca di Ignoto 1

Omicidio Yara Gambirasio Processo Cassazione

Come si è arrivati a Massimo Bossetti? Sul corpo di Yara sono stati rinvenuti undici diversi DNA, ma solo uno era riconducibile all'assassino. È stata condotta un'indagine senza precedenti con prelievi a tappeto sulla popolazione della zona e si viene a scoprire che un DNA simile (ma non uguale) appartiene a un frequentatore di una discoteca, una persona però estranea ai fatti relativi alla piccola Yara. Da questo soggetto si è però risaliti al profilo genetico dell'assassino, "Ignoto 1" fino ad arrivare a Giuseppe Guerinoni, un autista morto nel 1999. Da qui gli inquirenti hanno ipotizzato che l'omicida potesse essere uno dei suoi figli. Ma i figli legittimi sono risultati estranei alla vicenda e si è riusciti a capire che l'uomo aveva due figli illegittimi, gemelli, di cui uno maschio. La madre di Bossetti ha sempre negato la relazione con Guerinoni, ma suo figlio è stato arrestato e come prova contro di lui, oltre al DNA, è stato usato un filmato in cui si vede il suo furgoncino passare davanti alla palestra frequentata da Yara. Tuttavia, anche sul filmato, ci sono state polemiche perché un video in cui si faceva vedere che era passato e riposato spesso, secondo il colonnato del RIS Lago era stato creato su ordine della Procura, per usarlo come prova contro Bossetti.

Il nodo della questione è che Bossetti ha più volte chiesto l'esame del DNA completo, poiché il test è stato fatto sul solo DNA nucleare e non anche su quello mitocondriale. Ma il test non è mai stato rifatto. Il muratore di Mapello, che si è sempre dichiarato innocente, per un po' ha sostenuto che il suo DNA potesse essere risultato presente sul corpo di Yara per contaminazione, perché aveva avuto un'epistassi e il suo sangue era finito su degli attrezzi che gli erano stati rubati. Ha anche accusato un suo collega e ha così dovuto rispondere di calunnia, ma per questa accusa è stato assolto.

Processo a Massimo Bossetti: la condanna in Primo grado

Massimo Bossetti è stato arrestato il 16 giugno 2014, il 28 febbraio 2015 sono state chiuse le indagini con lui come unico indagato e ne è stato chiesto il rinvio a giudizio. L'udienza preliminare è iniziata il 27 aprile 2015 con l'accusai di omicidio volontario aggravato e calunnia. Il processo davanti alla Corte d'Assise di Bergamo si è aperto il 3 luglio 2015 e il 1° luglio 2016 è arrivata la condanna all'ergastolo. È stata riconosciuta l'aggravante della crudeltà ed è stata tolta a Bossetti la potestà genitoriale sui tre figli, è stato assolto invece dall'accusa di calunnia. Intanto sua moglie Marita Comi ha sempre detto che il marito era con lui il giorno della scomparsa di Yara.

È stato riconosciuto un risarcimento di 1.300.00 euro alla famiglia di Yara, 400mila a testa per i genitori e 150mila per ogni fratello più 18mila per gli avvocati. Il 30 giugno 2017 è cominciato il processo d'appello e il 17 luglio 2017 la Corte d'Appello di Brescia ha confermato la sentenza di primo grado e dunque la condanna all'ergastolo per Bossetti. I suoi difensori hanno fatto ricorso in Cassazione.

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