Caso Cucchi, Ilaria: "singoli sotto accusa non l'Arma, ma c'è paura di dire la verità"

Salvini ha invitato la famiglia al Viminale ma Ilaria rifiuta finchè non arriveranno le scuse del Ministro

Ilaria Cucchi

14 ottobre 2018 - Dopo la svolta nel caso Cucchi, con due carabinieri alla sbarra accusati da un collega di aver violentemente pestato il geometra romano, la sorella di Stefano oggi a Domenica In ha chiarito che nessuno vuole mettere sotto accusa "l'Arma dei Carabinieri, ma singole persone… So bene che la maggioranza di chi indossa la divisa sono persone perbene, che compiono il loro dovere". Ma, aggiunge Ilaria Cucchi: "abbiamo un problema serio quando i carabinieri che vengono a testimoniare hanno paura a dire la verità, anche perché vediamo il trattamento riservato al militare che con le sue dichiarazioni ha permesso un nuovo processo".

Stefano Cucchi morì il 22 ottobre 2009 una settimana dopo il suo arresto a Roma per droga in un letto dell’ospedale Pertini, in regime di custodia. In Corte di Cassazione sta finalmente vendendo fuori la verità dice la sorella di Stefano. Nove anni fa "ci dicevano che il fotosegnalamento a Stefano non era stato fatto perché non voleva sporcarsi le mani. Allora il carabiniere Roberto Mandolini disse in aula che con Stefano era andato tutto bene, era tranquillo, anche simpatico per la sua parlata romana. Ora è emersa la verità: chi in aula giurò e disse il falso ora è imputato. Sono loro i responsabili di tutta questa perdita di tempo per la ricerca della verità".

Ilaria Cucchi poi ribadisce che non accetterà l’invito di Matteo Salvini ad andare al Viminale senza le scuse del Ministro che prima della testimonianza che ha segnato la svolta nel caso Cucchi aveva detto di non credere al pestaggio dei carabinieri. "Anche se molte dichiarazioni di questi giorni sono significative, io credo che la mia famiglia innanzitutto meriti delle scuse perché oggi sappiamo verità e noi in questi anni siamo stati lasciati soli: noi non abbiamo mai mollato, Stefano era ultimo ed è morto da ultimo ma i diritti non sono mai sacrificabili".

Ilaria Cucchi: "Al Viminale se Salvini chiederà scusa"

12 ottobre 2018 - Ilaria Cucchi, che in serata è stata ospite di Propaganda Live su La7 per rivivere tutta la storia della morte di suo fratello e il conseguente processo, questa mattina a Rtl 102.5 ha rilasciato una dichiarazione importante perché è una risposta all'invito di Matteo Salvini al Viminale. La sorella di Stefano Cucchi ha detto:

"Il giorno in cui il Ministro dell'Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio"

Salvini, come altri politici di destra, ha sempre difeso a spada tratta i carabinieri, ma dopo la testimonianza di uno di loro che inchioda i suoi colleghi nell'udienza di ieri, il ministro dell'Interno ha detto:

"Sorella e parenti sono i benvenuti al Viminale. Eventuali reati o errori di pochissimi uomini in divisa devono essere puniti con la massima severità, ma questo non può mettere in discussione la professionalità e l'eroismo quotidiano di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi delle forze dell'ordine"

Ilaria Cucchi a Rtl 102.5 ha raccontato:

"L'unica cosa che mi dà la forza di andare avanti è provare, tramite Stefano, a dar voce a tutti gli altri Stefano, tutti gli altri ultimi di cui non importa niente a nessuno, che muoiono e che subiscono soprusi quotidianamente nel disinteresse generale, di una società che è abituata a voltarsi dall'altra parte e che pensa sempre che le cose capitino sempre agli altri e mai a se stessi. Una cosa che non tutti sanno è che mio fratello in quei sei giorni in cui moriva da solo come un cane in realtà non era da solo, perché poi li abbiamo contati durante il processo, lui è stato visto, è entrato in contatto con qualcosa come 140 o 150 pubblici ufficiali, non cittadini comuni, che hanno avuto in qualche modo, a vario titolo, a che fare con lui e che hanno visto man mano il degenerare di quelle condizioni fisiche che lo hanno portato alla morte. Mio fratello stava malissimo - continua - lo sentiamo nell'audio dell'udienza di convalida dell'arresto che si lamenta perché non può parlare tanto bene. Nessuna di quelle persone è stata capace di guardare oltre il pregiudizio e di vedere oltre quel detenuto un essere umano che stava male e che stava morendo, perché se lo avessero fatto ora non esisterebbe nessun caso Cucchi"

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