Brasile, Cesare Battisti: "Non sono in fuga. Bolsonaro può dire quello che vuole"

"Bolsonaro può dire quello che vuole. Io sono tranquillo"

cesare battisti scomparso

L'ex terrorista Cesare Battisti non è in fuga. Il suo avvocato l'aveva già annunciato nel primo pomeriggio e in serata è arrivata la conferma dallo stesso Battisti, che ha concesso un'intervista esclusiva a Radio Rai: "Nessuna fuga assolutamente, in Italia possono dire quello che vogliono".

Battisti ha spiegato che sta facendo ritorno a Cananeia: "Vado a San Paolo una volta al mese, cinque giorni al mese per ragioni mediche. Questa volta anche per trattare la pubblicazione del mio libro. Sto tornando a casa come sempre, quindi non c'è niente di allarmante, non sto facendo niente oltre la routine"

Non prova alcun timore per le parole del nuovo Presidente del Brasile: "Bolsonaro può dire quello che vuole, io sono protetto dalla Corte Suprema. Le sue sono solo parole, fanfaronate. Lui non può fare niente, c'è una giustizia, io per la giustizia sono protetto, lui non ha nulla a che vedere con questo. Non penso abbia interesse a creare discordia tra il potere giudiziario e l'esecutivo. Si parla, ognuno può dire quello che vuole. Io non ho nessun problema".

L'avvocato: "È a San Paolo, non può essere estradato"

Aggiornamento 15.00 - Cesare Battisti non è sparito. Lo conferma all'ANSA il suo legale, l'avvocato Igor Tamasauskas, secondo il quale l'ex terrorista si sarebbe recato ieri a San Paolo per una riunione con tutti i suoi rappresentati legali e nelle prossime ore dovrebbe fare ritorno a Cananeia, dove risiede da mesi.

Battisti, secondo Tamasauskas, non tornerà in Italia perchè non può essere estradato: "dispone di una decisione del Supremo Tribunale Federale che garantisce la sua permanenza in Brasile".

Cesare Battisti è scomparso dopo la vittoria di Bolsonaro

Cesare Battisti è scomparso. Dopo la vittoria di Bolsonaro in Brasile, come riferiscono La Stampa e Il Giornale, l’ex membro del Proletari Armati per il Comunismo avrebbe fatto perdere le sue tracce. La sua casa è vuota, anche se la macchina è parcheggiata nel cortile. Battisti si è trasferito ad aprile scorso a Cananéia, ma dopo essere uscito per votare al ballottaggio di domenica 28 ottobre, nessuno lo ha più visto. Secondo la stampa la sua scomparsa è direttamente collegata appunto alle presidenziali del Brasile e al tweet del figlio di Jair Bolsonaro subito dopo la vittoria della destra: “Regalo in arrivo” il cinguettio nel quale era citato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Un tweet che il leader del Carroccio aveva gradito molto: “Dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino indietro il terrorista rosso”.

Insomma, appena ha sentito puzza di bruciato, Cesare Battisti, rifugiatosi in Brasile nel 2007, si sarebbe dato alla macchia. La Stampa riferisce di testimonianze da parte di vicini di casa: “Chiedi di Battisti e tutti, in città, rispondono la stessa cosa: ‘Era qui domenica, poi non l’ho visto più'”. Dopo aver votato al ballottaggio, l’ex terrorista attivo negli anni di piombo avrebbe assistito alla diretta televisiva dello spoglio con gli amici del Bar Do Miguel, come conferma il gestore del locale. “Era molto arrabbiato e preoccupato per il suo futuro. Se se ne andasse, io perderei un cliente importante”, ha dichiarato. Una testimonianza che invece non concorderebbe con quella di un amico di Battisti, l’artigiano Amir Oliveira: “Mi ha detto dieci giorni fa che vuole affrontare le conseguenze, che è stanco di scappare”.

Una dichiarazione che però era stata rilasciata quando ancora l’esito delle elezioni non era certo. Sta di fatto che appena Bolsonaro ha vinto, di Cesare Battisti si sono perse le tracce. Nella sua villetta sita nel quartiere residenziale di Carijo non c’è nessuno almeno da lunedì, nonostante la sua auto sia regolarmente parcheggiata nel vialetto. Il vicino Mario racconta alla stampa che nei giorni scorsi c’è stato movimento in casa Battisti, con la presenza di una coppia straniera con un bambino, molto probabilmente la figlia maggiore Valentine con il compagno e il figlio. Che fine ha fatto? Secondo il direttore del tribunale di Cananeia, Anderson Nascimento, l’ex terrorista non ha il braccialetto elettronico (“è stato tolto in aprile”), mentre a maggio è anche caduto l’obbligo di firma una volta al mese. L’ambasciata italiana conferma che Battisti può muoversi liberamente in Brasile, ma non può lasciare il Paese. Secondo Il Giornale, un agente della polizia locale avrebbe confermato che sia a tutti gli effetti un latitante e che un testimone lo avrebbe visto imbarcarsi su un battello già sabato scorso.

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