Virginia Tech, una strage annunciata figlia della legislazione americana

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Non c'è più molto da dire su questa strage che si è consumata nel campus Virginia Tech di Blacksburg. O meglio non ci sono più particolari da scoprire, la dinamica ormai è chiara, c'è piuttosto da ragionare sulle cause della strage.

Mentre i quotidiani americani si raccolgono nel silenzio e nel dolore, atteggiamento in parte comprensibile, quelli europei sparano a zero sulla follia della legislazione americana in fatto di armi.

Cho Seung-Hui aveva 23 anni, e da 14 anni viveva negli Stati Uniti. All'apparenza era uno studente come tanti altri, in realtà era in cura dallo psicologo ed era stato segnalato all'assistenza psicologica del campus dai suoi insegnanti. Era depresso, ultimamente anche violento.

Insomma, un individuo potenzialmente pericoloso. Eppure Cho Seung-Hui aveva acquistato senza problemi due pistole di differente calibro, le aveva portate a scuola quel giorno e chissà quante altre volte. Senza che nessuno se ne preoccupasse.

E' facile parlare di tragedia annunciata, qui in Italia siamo degli specialisti nel farlo. Però questa volta sembra essere un atto dovuto.

Scrive The Guardian: Il presidente Bush e il governatore della Virginia si sono precipitati a Blacksburg per guidare e condividere lo sgomento della comunità. Le loro espressioni di solidarietà sono la giusta risposta nell’immediato. Ma, la storia insegna, non si andrà oltre. Ancora una volta, il resto del mondo guarda attonito l’America che si mostra incapace di difendere i suoi comuni cittadini da maniaci armati. Il primo dovere di ogni governo è proteggere il suo popolo.

Già, proteggere il suo popolo. Ma in America quest'ultima affermazione significa unicamente una cosa: proteggere il popolo fornendogli le armi per difendersi. Un punto di partenza errato sul quale si è fondata la moderna società americana. 

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