Corinaldo: "Venduti 1.400 biglietti per 870 posti". Inchiesta per omicidio colposo

C'era troppa gente nel locale Lanterna Azzurra.

Corinaldo - Ancona - Indagini sul Lanterna Azzurra

A Corinaldo, in provincia di Ancona, si lavora alacremente per cercare di ricostruire la dinamica che ha portato alla morte di sei persone e al ferimento di molte altre decine poco prima del concerto di Sfera Ebbasta nel locale Lanterna Azzurra.

Delle indagini si stanno occupando il procuratore capo Monica Garulli, quello per i minorili Giovanna Lebboroni, il procuratore generale Sergio Sottani. Sul posto ci sono ancora i Ris dei Carabinieri che stanno cercando di raccogliere tutte le indicazioni utili per trovare la causa scatenante che ha provocato il panico nel locale e individuare i responsabili.

Intanto, un primo fatto molto grave è già emerso: il procuratore capo Garulli ha detto che erano stati venduti 1400 biglietti per il concerto di Sfera Ebbasta nel Lanterna Azzurra che, però, può contenere un massimo di 871 persone. Il locale è sotto sequestro e lo sono anche le matrici dei biglietti staccati. Le indagini in corso sono per omicidio colposo plurimo e i titolari del Lanterna Azzurra sono già stati sentiti dagli inquirenti, ma è probabile che saranno risentiti anche nei prossimi giorni. Per adesso non ci sono ancora iscritti nel registro degli indagati.

Tra i materiali sequestrati anche i video girati dai ragazzi che erano nel locale, che potrebbero tornare molto utili per ricostruire la vicenda. Al momento, dunque, sono due le principali piste seguite dagli investigatori: il sovraffollamento del locale e il possibile utilizzo di spray urticante, che avrebbe provocato il panico.

Intanto, quello che sembra già certo, è che la morte dei cinque adolescenti e della madre di una di loro è dove al cedimento dei due parapetti laterali in ferro fuori dal locale, su cui in tanti si erano precipitati per fuggire dopo che l'uscita di sicurezza si è aperta.

Corinaldo, il Questore: "Mai visto nulla di simile"


Corinaldo Lanterna Azzurra

È stato il questore di Ancona Oreste Capocasa a spiegare per primo la possibile dinamica dell'incidente:

"Dopo l'uso di spray al peperoncino, i giovani si sono precipitati verso le uscite di sicurezza e subito dopo averne varcata una, sulla destra, i due parapetti in ferro non hanno retto perché erano arrugginiti e le persone sono cadute una sull'altra"

Si tratta dei parapetti che erano stati messi a protezione di una passerella che dalla porta di sicurezza permetteva di attraversare un piccolo fossato. Sembra appurato ormai che, contrariamente a quanto diceva un giovane ferito, le porte di sicurezza non erano sbarrate, ma erano tutte aperte.

La stessa spiegazione è stata data dal ministro dell'Interno Matteo Salvini:

"È molto probabilmente vero che all'interno del locale c'era molta più gente del previsto e del permesso. Mi sembra che la capienza fosse inferiore alle 900 persone, anche una unità in più è stata un errore che ha complicato tutto. Ci sono indagini in corso. Mi sembra di potere smentire l'ipotesi che la porta della uscita di sicurezza fosse chiusa. Hanno probabilmente ceduto due parapetti, per la forza d'urto della calca dei ragazzi che uscivano. Nell'area c'era una sostanza che infastidiva, si parla di puzza di ammoniaca e si parla di spray urticante"

Secondo le testimonianze i buttafuori dicevano ai ragazzi di rientrare nel locale, ma i ragazzi, nel panico, non hanno ascoltato e si sono precipitati fuori accalcandosi. Invece, in effetti, chi è rimasto dentro, in particolare coloro che erano seduti ai tavolini, non hanno riportato alcun danno e sono stati poi portati fuori in maniera ordinata.

Ora, sempre in base a quanto detto dal questore Capocasa, si sta indagando sul rispetto delle nome di sicurezza nella discoteca.

Corinaldo, i precedenti con spray urticante al peperoncino


Corinaldo Lanterna Azzurra indagini in corso

L'altro punto chiave delle indagini degli inquirenti è lo spray al peperoncino che potrebbe essere stato utilizzato nel locale Lanterna Azzurra provocando il panico. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Ancona Cristian Carrozza ha detto che lo spray urticante è una delle ipotesi, ma se ne stanno seguendo anche altre.

Non è ancora chiaro chi avrebbe potuto utilizzarlo, c'è chi dice che sarebbe stata una ragazza per difendersi da un molestatore, chi, invece, dice di aver visto un ragazzo incappucciato salire sul cubo per ballare e spruzzare qualcosa sulla folla. Di certo ne sarebbe servita una grande quantità per provocare tutto quel caos. Infatti, secondo alcune testimonianze, si sono visti dei ragazzi con difficoltà a respirare. Se venisse individuata la persona che ha usato lo spray, potrebbe essergli contestato il reato di morte come conseguenza di altro reato o di omicidio preterintenzionale.

Si parla anche di episodi simili precedenti, peraltro sempre nel corso di concerti di Sfera Ebbasta: sarebbe successo a Senigallia, nel locale Mamamia, sempre nelle Marche e a poca distanza da Corinaldo. Un altro fatto simile sarebbe avvenuto a Gallipoli, in Puglia, secondo quanto raccontato dal presidente del SILB (Associazione Italiana Locali da Ballo) Maurizio Pasca, anche in quel caso a un concerto di Sfera Ebbasta, ma senza alcuna conseguenza.

Un altro caso a Torino, durante un concerto di Ghali, tanto che si è parlato di una "banda dello spray al peperoncino", che lo utilizzerebbe come diversivo per compiere piccoli furti. Anche a Milano si registrano sempre più allarmi sull'uso di questo spray.

Proprio il presidente del SILB Maurizio Pasca, tramite i microfoni di Rainews 24, ha fatto un appello al ministro dell'Interno Matteo Salvini affinché si faccia promotore di un decreto che regolarizzi l'uso dello spray urticante.

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