Strasburgo, ucciso l'attentatore Cherif Chekatt

L'uomo non aveva lasciato la città come era stato ipotizzato. L'Isis questa sera, dopo la notizia della morte, ha rivendicato l'attentato: "era un nostro soldato"

Le forze speciali hanno individuato e ucciso Cherif Chekatt. L'attentatore non aveva ancora lasciato la città ed è stato individuato in un deposito nel quartiere Meineau, poco lontano dal quartiere di Neudorf dove martedì sera è sceso dal taxi che gli ha permesso di allontanarsi dal luogo dell'attentato. Il tassista era stato risparmiato dalla sua furia omicida solo perché si è professato "musulmano praticante" e "rispettoso della preghiera".

Prima di venire neutralizzato Chekatt ha ingaggiato una sparatoria con le forze speciali, sparando per primo contro gli agenti che l'hanno quindi ucciso rispondendo al fuoco. Con sé aveva una pistola ed un coltello.

Il sindaco di Strasburgo, Roland Ries, ha parlato di "grande sollievo" dopo l'annuncio dell'uccisione di Chekatt: "È un'ottima notizia che permetterà ai cittadini di ritrovare più facilmente le loro abitudini, il loro modo di vita e i propri valori. Avevamo già deciso di riaprire il mercatino di Natale. Questa notizia ci conforta nella nostra decisione. La minaccia pesava come una spada di Damocle e turbava i cittadini. Aumenteremo la sicurezza al mercatino ma la logica generale resta la stessa. Ora possiamo tornare alle nostre abitudini di vita. È la nostra cultura, il nostro modo di vita che è preso di mira dai terroristi".

Il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, ha invitato tutti a "non abbassare la guardia" perché "il pericolo non è finito e la testa del serpente non è stata schiacciata". Proprio ieri, ha ricordato Tajani, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione per "stilare una lista degli imam che predicano la violenza", monitorare "flussi finanziari" e far sì che il procuratore europeo abbia "la competenza anche sui reati di terrorismo".

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